Lonato in piazza: “No allo scempio della Valsorda”

Un presidio pacifico occupa la piazza del Municipio di Lonato mentre in sala si discute la seconda Conferenza Servizi sulla cementificazione della Valsorda. Comitati e cittadini insieme per la tutela del paesaggio

Si è tenuta questa mattina nella sede del Comune di Lonato del Garda la seconda Conferenza Servizi sui futuri progetti di cementificazione della Valsorda, vasta area che intorno a sé ha già subito (nella parte che si affaccia sul lago) un più che significativo intervento edilizio che ora corre il rischio di replicarsi anche per l’area di 26 ettari che dovrebbe teoricamente godere dei vincoli ambientali di tutela paesaggistica.

Il piano presentato in sede comunale prevede la costruzione di una struttura alberghiera composta da otto edifici, 78 camere e quasi 150 posti letto, oltre ad una serie di stalle per cavalli e alla possibile trasformazione dell’attuale pista ciclabile in una strada carrabile. Ad occupare pacificamente la piazza del Municipio di Lonato un presidio spontaneo organizzato dal Comitato Amici della Valsorda, al quale hanno partecipato numerosi cittadini, i rappresentanti politici dell’opposizione e il Comitato per il Parco delle Colline Moreniche del Garda (CPCMG).

Il discorso politico va messo però in secondo piano perché qua si parla di tutela ambientale, in un territorio naturalistico che oltre ad una vasta area boschiva presenta elementi di fauna e flora praticamente unici, inesistenti in tutta la riviera gardesana, come alcune rarissime specie di orchidee che crescono e fioriscono quasi esclusivamente nella Valsorda, la cui tutela è prerogativa riconosciuta anche da parte della Comunità Europea.

Le problematiche sono tante e in parte anche oscure: esiste un accordo firmato tra Provincia e Comune, che dovrebbe limitare la crescita e la trasformazione edilizia della zona, e sorgono dubbi evidenti sulla tipologia delle società che dovrebbero finanziare e contribuire agli investimenti, società dal fatturato minimo e con sedi registrate in Svizzera, oppure società di proprietà anonima e che dunque per la legge italiana non avrebbero il diritto di intervenire in progetti di questo tipo.

“Stiamo parlando di un insieme di società a scatola cinese – ci spiega Antonio Scanziani del Comitato Amici della Valsorda – società da 10mila euro di capitale che dovrebbero costruire progetti milionari. La cosa grave è che il 40% sono controllate da una società anonima svizzera: gli investimenti delle società anonime sono autorizzati in Italia soltanto a precise condizioni, condizioni che non sono state assolutamente rispettate in questo caso. Noi a monte contestiamo la trasformazione della Valsorda ma in realtà non è legittima nemmeno la domanda. Sono stati presentati esposti alla Questura, alla Guardia di Finanza e alla Soprintendenza per i Beni Culturali. Esiste solo un atto di vendita non registrato e non rogitato che riguarda solo una parte dell’area, dal valore che supera i 2,5 milioni di euro: provate a immaginare il costo complessivo!”.

Ma c’è anche la forte questione ambientale relativa all’area forestale: “L’area boscata comincia da Cunettone di Salò, Prato Maggiore – aggiunge Gabriele Lovisetto del CPCMG – e il cordone morenico è che quello che attraversa tutta la fascia occidentale del lago e va poi a perdersi nella pianura del mantovano, dopo Castiglione. L’area della Valsorda è un’are di particolare pregio sotto l’aspetto ambientale: nella rete ecologica regionale la Regione Lombardia dice chiaramente che le zone di pregio boschivo, ambientale e di biotipi non solo devono essere conservate ma devono anche essere aiutate per creare delle situazioni di maggiore vivibilità per i biotipi presenti, vegetali e animali. Ci sono disposizioni di legge, e un vincolo paesaggistico (legge 42/04). Questo territorio non può e non deve essere consumato in un’entità così vasta. Il versante orientale, Barcuzzi e Sant’Anna, è un esempio triste e negativo di quello che è successo e di quello che potrebbe ancora succedere”.

I comitati possono però sorridere di fronte alla risposta della cittadinanza al presidio mattutino. Una piazza quasi piena, tanti giovani e anche tanti bambini, e poi tanti striscioni e tanto ottimismo. “Tutta la gente che si è presentata stamattina è senz’altro un forte mezzo di mobilitazione e sensibilizzazione– commenta Giovanni Contiero di Lonato in Movimento – L’unica soluzione è proprio questa, il progetto non deve essere fatto perché darebbe il via ad una serie di interventi edilizi non compatibili con il territorio, distruggendolo completamente”.

E poi sulle società ‘sospette’: “E’ scandaloso che una società con un capitale sociale così misero possa avventurarsi in iniziative edilizie di questa portata. A quanto pare i soldi ci sono, ma non si capisce bene da dove vengono”.

Lo scempio della Valsorda è un rischio concreto che va contestato e fermato. “Al di là dei discorsi tecnici va fatto anche un discorso di cuore – conclude infine Daniela Carassai dell’Italia dei Valori – La Valsorda è bellissima, è un bene di e per tutti i lonatesi, è una delle uniche passeggiate che ci sono rimaste: non possono toglierci anche questa. Noi vogliamo fare in modo che i lonatesi difendano con il cuore il loro territorio”.

Tra esposti e contro esposti, l’ultimo protocollo è stato presentato proprio questa mattina: “A noi risulta che una delle società richiedenti non sia neanche proprietaria. Ci sembra impossibile che un non proprietario possa richiedere o proporre un progetto”.

A fine agosto ci sarà una festa in Valsorda, per sensibilizzare davvero tutti, non solo i lonatesi. Per trovare una soluzione vera, senza compromessi.

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