Lonato, Corso Garibaldi che non piace. La voce dei commercianti

Tante voci anche divise sulla riqualificazione della principale arteria lonatese, da pochi giorni aperta al traffico. Dai negozi che hanno già chiuso a quelli che chiuderanno, c'è chi apprezza e chi invece non ne può più

Arrivando da Padenghe si arriva dritti dritti nel nuovo Corso Garibaldi di Lonato del Garda, da poco aperto alla viabilità e prossimo all’inaugurazione ufficiale, prevista e fissata per domani sera, dalle 20 in poi. Non tutti sono convinti, non tutti sono d’accordo: certo, c’è chi apprezza e chi non si lamenta, forse i residenti non si sono sbilanciati.. ma i commercianti? Un osservatore esterno qualche dubbio potrebbe effettivamente averlo. Dal doppio vaso di fiori che capeggia al di fuori di una cartoleria su cui è posto il cartello ‘Sono abusivo e ne sono fiero’, con funzione non estetica ma di messa in sicurezza della zona, alle varie saracinesche chiuse, dall’inizio alla fine della via.

Basta chiedere a un passante, o dare un’occhiata ai cartelli. Il bilancio è rapido ma non troppo felice: una merceria, un distributore di benzina e uno storico negozio di modellismo sono già chiusi, un parrucchiere e una pizzeria sono stati trasferiti, un fornaio chiuderà a fine anno. In via non ufficiale ne parlano un po’ tutti: c’è un po’ di delusione, i parcheggi sono difficili e la gente non si ferma, il traffico dovrebbe essere regolamentato (magari con dei parchimetri), manca ancora l’arredo urbano, non ci sono i cestini dello sporco, la sicurezza pedonale conta più di una mancanza.

Ma per fortuna che qualcuno che ha il coraggio di alzare la voce c’è ancora. “Corso Garibaldi? Uno schifo unico – ci spiega Giuseppe Donati, proprietario della celebre Robin Pesca – e io sono anche uno di quelli fortunati che non è stato costretto a chiudere. In questi mesi ho perso più di 10mila euro, sono stato danneggiato al massimo, ma come tutti. Nessuno ci ha guadagnato, i parcheggi sono diminuiti.. e i soldi promessi ai commercianti? Spariti, scomparsi. E io ci ho rimesso soldi, noi ci abbiamo rimesso soldi. Questo lavoro di riqualificazione non è un lavoro da fare in un anno o quasi! Una ditta seria l’avrebbe fatto in tre mesi..”.

Il discorso prosegue se si pensa al pavé, un ciottolato che in altri Comuni ha già dato vari problemi. Oltre alla questione estetica, che può essere soggettiva, qualcuno è preoccupato per le criticità future che prima o poi sopraggiungeranno. “Dove ci sono gli incroci c’è una promiscuità che potrebbe risultare pericolosa – aggiunge Daniela Carassai dell’Idv lonatese – Il pavé continua, senza protezioni. La strada è strettissima, ci sono dossi micidiali, non ci sono limiti definiti per i marciapiedi. E quando passeranno i pullman? Corso Garibaldi è costata tantissimo, una spesa immensa per una priorità opinabile”.

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