La leggenda di Bennie appassiona (ed emoziona) il lago di Garda

In attesa delle nuove testimonianze abbiamo incontrato lo 'scienziato del mistero' Armando Bellelli, tra i coordinatori della missione di ricerca sul lago della trasmissione 'Mistero' di Italia Uno: "Bennie? Un timidone"

Una scena dal film 'Water Horse'

Mostro o non mostro, “ci piace immaginarlo, reale o fantastico che sia, come uno spirito protettore del lago giunto per salvarlo e difenderlo da chi avvelena le sue acque con l’inquinamento e dai chi vorrebbe trasformarlo in un’immensa piscina dai bordi di cemento”. Così Armando Bellelli, lo scienziato del mistero (noto alle cronache per la scoperta del Sercol o per la difesa della chiesetta di San Sivino) tra i coordinatori della ‘missione’ di ricerca del leggendario Bennie con la trasmissione Mistero di Italia Uno, il ‘Benacosaurus’ che da secoli pattuglierebbe le rive e le profondità del lago di Garda, avvistato addirittura nel XVI secolo dai monaci dell’Isola di San Felice e, come riferisce lo storico Grattarolo, “terrorizzato da ciò che viveva là sotto, in quelle grotte misteriose”.

Anche i ricercatori della Deep Explorers di Toscolano Maderno hanno rilevato un’anomalia subacquea, a 270 metri di profondità, il sonar che risponde come non dovrebbe, e un nuovo sopralluogo con nuovi rilevamenti, e la presunta roccia che si sarebbe spostata, quasi come avesse vita propria. Non è impossibile tentare di ricostruire uno storico degli avvistamenti, e al clou della metà degli anni ’60 si aggiungono quelli più recenti, fino al sub di Reggio Emilia che poco più di 12 anni fa avrebbe addirittura colpito con una fiocina quella che di primissima impressione sembrava “un’anguilla gigante”.


“Su questo vogliamo essere chiari – continua Bellelli – la parola mostro in italiano assume connotati negativi, io preferisco riferirmi all’originale latino che invece indica qualcosa in grado di destare stupore e meraviglia. Non stiamo dicendo che Bennie sia un mostro vero e proprio, tantomeno un drago o un dinosauro, ma ci sono troppe anomalie e troppe coincidenze, qualcosa di grosso deve esserci davvero, magari un pesce enorme, magari di una razza sconosciuta”. Anche gli ormai celebri buchi, che ricordano una tana, sembrano indizi da cui non si può più prescindere.

Sappiamo inoltre che un altro gruppo di ricercatori (che ha preferito restare anonimo) avrebbe rilevato le stesse anomalie, gli stessi segnali di ecoscandagli e sonar, ancora una volta nella stessa zona, a più di 200 metri di profondità, e vi anticipiamo in anteprima che la prossima settimana entreremo nei dettagli con nuovi avvistamenti, e nuove testimonianze. “Non voglio che la gente abbia paura – sorride ancora Armando – Il mostro, ammesso che esista, è una creatura innocua e inoffensiva, forse addirittura un timidone. Bennie lo voglio immaginare così, in piena sintonia con la magia del Garda, un lago che sembra un mare, e che al suo interno custodisce straordinari segreti. Navi da guerra, relitti antichi e aerei, perfino un sottomarino nazista sperimentale. E’ giusto che la gente lo sappia, è giusto che la gente ne sia attratta e incuriosita”.

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