ITALCEMENTI vista da Rezzato: «Abbiamo fatto il possibile, ora vigileremo»

Lunga intervista al sindaco di Rezzato Enrico Danesi, quando manca sempre meno all'inizio dei lavori di espansione dello stabilimento Italcementi. Sette anni di trattative per "difendere il territorio e il futuro dei cittadini"

Una storia lunga quella dell’ampliamento dell’Italcementi di Rezzato e Mazzano, una storia di cui si parla da molti anni e che ora come ora prevede l’ampliamento dell’impianto produttivo con l’installazione di un nuovo altoforno sostitutivo, di produzione maggiore ma dal minore impatto inquinante grazie all’utilizzo di filtri molto costosi, che dovrebbero addirittura permettere una riduzione degli inquinanti principali fino al 75% entro il 2018, anno che vale come termine per il completamento dell’impianto. Ma come è andata veramente? Trattative lunghe ed estenuanti, e la battaglia dei piccoli Comuni contro il gigante multinazionale, nonostante l’ultima parola poi spetti sempre alla Regione. Comincia il nostro breve viaggio, prima a Rezzato e poi a Mazzano, per scoprire come la si vive, e cosa ci si aspetta.

Abbiamo ascoltato il sindaco di Rezzato Enrico Danesi. “Quando venne presentato il primo progetto Italcementi, e stiamo parlando di sette anni fa, il Comune disse NO a prescindere perché con un progetto di quel tipo si sarebbe quasi raddoppiata la produzione, con conseguente immissione di inquinanti ulteriori e dunque un impatto fortissimo”. Fu allora che il Comune, non avendo dati precisi (non è mai così facile ottenerli) decise di affidare la Politecnico di Torino e all’Istituto dei Tumori di Milano una doppia indagine separata, una di carattere medico e una di carattere tecnico: non solo Pm10 e polveri sottili, ma anche ossidi di azoto e simili.

“Non dobbiamo dimenticarci però che Italcementi possiede ancora una residua capacità edificatoria interna – continua il primo cittadino – ma ha voluto fare invece un’espansione ulteriore, e che non fosse vincolata dalle metrature attuali”. La richiesta iniziale però prevedeva un aumento della produzione fino a 4000 tonnellate giornaliere: a cambiare la prospettiva l’ipotesi dell’installazione di una nuova serie di filtri, molto costosi ma di certo avveniristici. “Questo è quello che voleva ottenere sia il Comune di Mazzano che quello di Rezzato, quello che abbiamo cercato di fare insieme a tutti i Consigli Comunali, perché su queste materie si deve essere tutti d’accordo, si parla di futuro del territorio ma soprattutto di futuro dei cittadini”.

Con la conclusione delle trattative si è arrivato ad un compromesso di 3000 tonnellate giornaliere, accompagnate da una riduzione costante delle emissioni inquinanti (seguite da un’apposita Commissione) oltre a conguagli non solo economici per i due Comuni coinvolti. “La trattativa in realtà non doveva portare ad alcuna autorizzazione – riprende Danesi – perché, ripeto, non sono i Comuni gli organi deputati ad autorizzare una cosa di questo tipo: il nostro lavoro è stato quello di ottenere un processo ridotto di valutazione ambientale, il via libera l’ha dato comunque la Regione. In questo protocollo d’intesa, a cui abbiamo lavorato per quasi sette anni, sono stati inseriti interventi che prevedono la riduzione degli inquinanti, altri interventi di compensazione ambientale e infine interventi di compensazione economica che verranno comunque utilizzati per futuri miglioramenti del territorio”.

In termini economici si è parlato di cinque milioni di euro (a testa), oltre a quelli che finanzieranno la Commissione di Controllo, su cui c’è stato molto da discutere: Italcementi pretendeva un’assenza di maggioranza (mentre ora l’ultima parola dovrebbe spettare ai Comuni) e la cessazione delle attività di monitoraggio per il 2018. “Una Commissione di controllo è fatta per controllare, e se non avesse avuto i numeri saremmo arrivati a un’empasse! Ma soprattutto continuerà a funzionare: Italcementi ha accettato un accordo di questo tipo e di certo non può venirne meno di colpo perché magari nel 2018 per un mese saranno raggiunti determinati risultati. Questo è quello che ci ha chiesto la popolazione quando ci siamo confrontati: è giusto che la Commissione continui ad esserci, anche come Commissione di controllo ordinario”.

Ma c’è ottimismo in paese? Qualche cittadino sembra spaventato, qualcun altro rassegnato. Ma c’è anche qualcuno soddisfatto, e che apprezza la fatica della giunta. “Alla fine noi abbiamo portato a casa dei buoni risultati in termini di riduzione dell’impatto – conclude il sindaco Danesi – perché Italcementi avrebbe potuto ottenere subito l’autorizzazione della Regione, senza perdere tempo e senza avere questi problemi. E sicuramente avremmo avuto una realtà più inquinante e più inquinata. Certo, anche ora non sarà facile, dopotutto stiamo parlando di un’azienda che ha come principale obiettivo il profitto e la vendita del suo prodotto, e non l’interesse comune e il bene pubblico”.

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“Noi abbiamo fatto il possibile, introducendo il massimo che potevamo introdurre, vincoli amministrativi e interventi che dovrebbero tutelare la nostra salute. Ma la parola purtroppo passa sempre attraverso i fatti: io spero che gli accordi vengano rispettati, noi cercheremo di essere i più attenti e vigili possibili, per evitare che qualcuno faccia il furbo”.

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