"Uno di meno": esulta su Facebook per la morte di un poliziotto, ritorna subito in carcere

Arrestato, di nuovo, un 43enne pregiudicato che era tenuto d'occhio dai carabinieri: il Tribunale di Brescia ne ha disposto il ritorno in carcere

Cristian Piazzoli, l'agente morto nell'incidente (Foto dal suo profilo Facebook)

Senza pudore e senza rispetto per le istituzioni: “Uno di meno”, ha commentato su Facebook un pregiudicato italiano di 43 anni, in merito alla notizia della morte di Cristian Piazzoli, un agente della Digos scomparso tragicamente in un incidente stradale. Una condotta scorretta che gli è costata la libertà vigilata: da poche settimane infatti era stato affidato, in prova, ai Servizi sociali.

Una misura cautelare più soft, il cosiddetto “affidamento”, che però dopo quanto successo gli è stata subito revocata dal Tribunale di Sorveglianza di Brescia, che ne ha disposto il nuovo trasferimento in carcere.

Galeotto fu il commento (offensivo) su Facebook: il 43enne era tenuto d'occhio dai carabinieri di Treviglio, che avevano il compito di verificare i suoi comportamenti consoni. E così non è stato. Il post su Facebook, nel commentare una notizia pubblicata su un quotidiano milanese, è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Solo pochi giorni prima, infatti, era stato beccato dai militari mentre andava al lavoro senza aver ancora ottenuto l'autorizzazione dal magistrato di sorveglianza. Chiuso un occhio una volta, ma non la seconda: dopo gli insulti sui social, per lui sono scattate (di nuovo) le manette. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Ragazza grave in ospedale per un'infezione: un altro caso dopo Veronica?

  • Operai al cimitero: la bara scivola, si rompe e fuoriesce la salma

  • La testa schiacciata tra la gru e il tetto: così è morto Antonio, padre di tre figli

  • Investita nel parcheggio del centro commerciale: donna muore sul colpo

  • Notte di paura: si trova un orso davanti e lo travolge con l'auto

  • Cane rinchiuso per mesi al buio: era costretto a vivere tra feci e urine

Torna su
BresciaToday è in caricamento