Dose di eparina dieci volte la prescrizione, licenziata infermiera

Al Civile di Brescia una sentenza attesa per dieci anni: l'infermiera che nel 2004 somministrò una dose esagerata di eparina ad un paziente in condizioni già precarie secondo la Corte di Appello è stata "giustamente licenziata"

Una dose esagerata di eparina, uno dei farmaci anticoaugulanti più comuni utilizzati negli ospedali. Somministrata da un’infermiera bresciana ad un paziente già in condizioni precarie, provocando una pericolosa emorragia cerebrale.

E’ successo 10 anni fa, il 22 ottobre del 2004 al Civile di Brescia. Fu un’infermiera, Nunziatina G., a somministrare la dose sbagliata: un fatto inaccettabile per la dirigenza ospedaliera, che aveva immediatamente provveduto al licenziamento della donna.

Da qui una lunga trafila legale, con un primo annullamento del licenziamento, da parte del Tribunale di Brescia, per mancanza di prove in merito alla “cattiva condotta” della lavoratrice. Ma una dose di eparina dieci volte superiore a quella prescritta rientra, per forza di cose, nel ‘gergo’ della malasanità.

E così, un decennio più tardi, la Corte di Appello di Brescia ha emesso la sua sentenza definitiva: giusto il licenziamento, considerata “la gravità dell’errore”. L’infermiera in quel caso negligente avrebbe dovuto chiedere aiuto al medico di riferimento, “al fine di ottenere più esaurienti spiegazioni”.

Un errore madornale, spiegano ancora dal Tribunale: la donna avrebbe confuso i millilitri (la grezza unità di misura del farmaco) con le unità, la cosiddetta ‘dose di carico’, che cambia in relazione alla patologia da trattare.

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