Albergo sul Garda gestito da prestanome legato alla mafia? Indagine in corso

Alla titolare di due hotel, di cui uno sul Benaco, è stata recapitata una misura interdettiva: il sospetto è che sia un prestanome di persona legata ad ambienti malavitosi.

I lunghi tentacoli della malavita dalla Calabria arrivano sul Garda, sia sulla sponda veronese che su quella bresciana, in particolare a Salò. È questa l’ipotesi avanzata dal prefetto di Verona Salvatore Mulas.

Il prefetto ha firmato nei giorni scorsi la 13esima interdittiva antimafia a carico di una donna romena, Georgiana Andrea Nicolae, ritenuta prestanome di Francesco Piserà, suo marito e padre di suo figlio (nato sei mesi fa), già a sua volta colpito da interdittive insieme al figlio maggiore. L’uomo, di origine calabrese, è sospettato di essere vicino ad ambienti malavitosi legati  alla famiglia Mancuso, la più potente della Calabria. 

Piserà è titolare di diverse strutture in tutta Italia, a Boscochiesanuova, a Nogarole Rocca, Bardolino. Il sospetto degli inquirenti è che la sua compagna gli faccia da prestanome per l’hotel Il Gambero di Salò e per il resort Pian d’Ercole a Pontassieve, in provincia di Firenze. 

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