Muore in moto dopo il terribile schianto: il triste destino condiviso con il fratello

Una tragedia immensa a Montirone: a 12 anni di distanza dalla morte del fratello gemello ha perso la vita anche Roberto Pelosi, classe 1971 e 47 anni ancora da compiere

Roberto Pelosi

A dodici anni di distanza, uniti dallo stesso tragico destino: morti entrambi sulla strada, morti entrambi in sella a una due ruote. La seconda e terribile tragedia familiare domenica mattina, verso le 9.30 in Via Scuole a Montirone: il 46enne Roberto Pelosi ha perso il controllo del suo scooterone Dmax subito dopo la curva, ha toccato il marciapiede con la ruota anteriore e si è ribaltato sull'asfalto, sotto gli occhi attoniti dei passanti.

Uno schianto terribile, che non gli ha lasciato scampo: Pelosi è morto sul colpo. Così come era successo, nel 2002, anche al fratello gemello Claudio, che all'epoca aveva solo 31 anni. Oggi come ieri a nulla sono serviti i disperati tentativi di salvarlo, di rianimarlo.

La centrale operativa ha inviato sul posto ambulanza e automedica, l'elicottero decollato da Brescia: ma non c'è stato niente da fare. Troppo gravi le ferite riportate, la botta violenta sull'asfalto nonostante il casco ben allacciato. Sarà la Polizia Stradale a cercare di ricostruire nei minimi dettagli l'accaduto.

Una tragedia immensa, per tutto il paese che si stringe al cordoglio della famiglia, in particolare alla madre e alla sorella. Roberto Pelosi non aveva con sé alcun documento, e per questo non è stato subito identificato. Sono stati proprio i parenti più stretti a confermare la sua identità alle forze dell'ordine.

E' stato rianimato a lungo, per più di mezz'ora. Ma il suo cuore non ha mai ricominciato a battere. La salma è a disposizione della magistratura, ma pare improbabile l'autopsia. Nelle prossime ore saranno comunicate le date dei funerali.

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