Cuori spezzati per la morte di Michele: "Riposa in pace papà"

Lacrime agli occhi e al cuore, da Mairano a Brescia, per la morte di Michele Saleri, il gioielliere di 47 anni rimasto schiacciato da un camion all'altezza di Via Ferrovia. Ancora da definire la data dei funerali

Fonte: Facebook

Buon viaggio, gigante buono. Soltanto uno dei tantissimi messaggi che tempestano la bacheca Facebook di Michele Saleri, il 47enne di Mairano vittima di uno spaventoso incidente (auto schiacciata da un camion) che nella mattinata di mercoledì gli è costato la vita. Avrebbe cercato di sorpassare un’auto in coda al passaggio a livello, a bordo della sua Mercedes station wagon. Finito poi travolto e schiacciato da un camion in uscita da Via Ferrovia.

L’abitacolo della sua vettura è rimasto completamente schiacciato sotto la parte anteriore del mezzo pesante: Saleri è morto sul colpo. “Un dolore immenso – scrive Roberta – Mi manca già troppo, tantissimo. Grazie a tutti che siete uniti nel nostro dolore, e al grande vuoto che il mio Michele ha lasciato”.

Era titolare insieme ai genitori della gioielleria Saleri, storico negozio del centro di Brescia, in Corso Mameli, alla Torre della Pallata. Da tempo viveva a Mairano, nella frazione di Pievedizio, insieme alla compagna Roberta e al figlio Lorenzo, di 15 anni. Anche lui lo ha voluto ricordare su Facebook: “Papà, ci sei? Ti prego rispondimi. Riposa in pace”. E ancora: “Rimarrò io a proteggere la tua memoria, in questo mondo infame e bastardo”.

Era molto conosciuto non solo in paese, ma anche in città. Oltre al lavoro in bottega era infatti uno dei soci fondatori del Brixia Club 4x4: grande appassionato di motori, in particolare i fuoristrada, del noto club automobilistico era stato pure presidente, fino al 2005. “Una grande persona – scrive Dario – un grande amico, era buono con tutti. Gli scherzi, le risate, le infangate.. addio Michelone”.

“Lo ricordo ancora, sembra ieri – scrive invece Renato – io e te, con i nostri scooter sempre in gran tiro, sotto i portici di Piazza Vittoria. Era il 1996, ed era un gran giorno di sole quando ti incontrai per la prima volta. Sei stato un vero amico, soprattutto nel momento più buio della mia esistenza. Ciao Mike”.

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