Stamina: l'inchiesta prosegue, una ventina gli indagati

In corso i controlli dei Nas. Secondo gli inquirenti, sarebbero in tutto una settantina le vittime ipotizzate

Sono ancora in corso i nuovi controlli disposti alla fine del 2013 dalla Procura di Torino sulla metodica Stamina. Il pm Raffaele Guariniello, titolare dell'inchiesta, ha ipotizzato il reato di associazione per delinquere finalizzata alla somministrazione di farmaci imperfetti e pericolosi per la salute pubblica, nonché alla truffa. Ma, se si dovesse accertare un nesso fra la terapia e il decesso di uno dei pazienti, potrebbe scattare anche l'omicidio colposo. Nel procedimento sono una ventina gli indagati.

La figura principale dell'inchiesta è il padre della metodica con le staminali, Davide Vannoni, il quale già nel 2012 aveva ricevuto un primo avviso di chiusura indagini insieme ad altre undici persone. Guariniello però aveva riaperto il caso per mettere sotto il microscopio l'attività degli Spedali Civili di Brescia, che svolgeva le terapie "ad uso compassionevole", e ha così ampliato il numero degli indagati. Una settantina le vittime ipotizzate, identificate dai carabinieri del Nas oppure dopo avere sporto denuncia.

Secondo Guariniello, la Stamina Foundation avrebbe chiesto loro dai 25 mila ai 50 mila euro, che sarebbero stati versati con un bonifico a titolo di donazione: i trattamenti in sé non erano permessi perché non riconosciuti dall'Iss e dall'Aifa.

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