Incubo senza fine: il caseificio brucia ancora, danni per 20 milioni di euro

Pompieri e volontari sono al lavoro da più di 15 ore per spegnere l'incendio divampato al caseificio Solat, di Castelletto di Leno: distrutte più di 30mila forme di Grana

Una squadra dei vigili del fuoco intervenuti sul posto (Fonte: Instagram)

L'incubo non è ancora finito: continua a bruciare, anche venerdì mattina, il caseificio Solat di Castelletto di Leno, dove già nelle ultime ore sono andate distrutte più di 30mila forme di Grana Padano, per un valore sul mercato di circa 10 milioni di euro. Non solo: a questo si aggiungono i danni alla struttura e allo stabilimento, oltre le possibili conseguenze di tipo ambientale. E i capannoni intanto continuano a bruciare.

Le fiamme tra i capannoni: feriti 7 operai

L'allarme è stato lanciato giovedì pomeriggio intorno alle 15: il rogo sarebbe divampato per le scintille di una fiamma ossidrica, utilizzata in quel momento per dei lavori interni a una salina, una vasca per l'affinamento del formaggio. Le fiamme hanno letteralmente divorato coperture e cavi elettrici, provocando quattro esplosioni in rapida sequenza. In pochi minuti, era già l'inferno.

Fiamme e fumo: il video del disastro

Si contano almeno 7 feriti e intossicati tra gli operai al lavoro in azienda: uno di questi con ferite dovute a una delle esplosioni, gli altri – di età compresa tra i 19 e i 57 anni – lievemente intossicati dal fumo. Sono stati tutti medicati in ospedale, e poi subito dimessi dopo i dovuti accertamenti.

Al lavoro 7 squadre e 50 Vigili del Fuoco

Sul posto si sono precipitate ben 7 squadre dei Vigili del Fuoco, tra cui i volontari di Verolanuova, da tutta la Bassa e oltre, con autobotti e autoscale. Più di 50 i pompieri impegnati nelle complicate operazioni di spegnimento: un lavoro che prosegue ormai da più di 15 ore senza sosta. A fianco dei Vigili del Fuoco il supporto di Carabinieri, Polizia Locale e Protezione Civile.

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Sul luogo del terribile incendio anche i tecnici di Arpa e Ats, che stanno verificando eventuali contaminazioni a livello di suolo e aria: il monossido di carbonio, diossine e idrocarburi potrebbero aver provocato anche un disastro ambientale. Infine la conta dei danni: ai 10 milioni legati alla produzione di Grana Padano (circa la metà del fatturato annuo), si potrebbero aggiungere almeno altri 10 milioni per capannoni e macchinari distrutti. E la stima, purtroppo, è ottimista.

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