Corsa contro il tempo per trovare l'aereo dei coniugi Foresti

Ancora senza esito le ricerche dell'aereo con a bordo i coniugi Foresti. In Venezuela si avanzano dubbi sul fatto che il velivolo aveva carburante per tre ore di volo mentre per arrivare a Caracas sono sufficienti 45 minuti. L'ansia della famiglia in attesa di notizie

E' una corsa contro il tempo, anche perchè il mare grosso ostacola le ricerche. Ma rimane un filo di speranza per i quattro passeggeri italiani, tra i quali Elda Scalvenzi e suo marito Guido Foresti, residenti a Pralbolino, e per i due piloti del piccolo aereo scomparso nel mar dei Caraibi.

Il mare attorno all'arcipelago di Los Roques, in Venezuela, é agitato, ma un aereo ricognitore continua a sorvolare la zona a bassa quota e due navi della marina venezuelana continuano ininterrottamente da tre giorni ad incrociare in un'area di 900 miglia quadrate.

"Da quando il piccolo velivolo con a bordo Vittorio Missoni, sua moglie e altri due italiani è scomparso tre giorni fa, le ricerche non si sono fermate neanche per un minuto, giorno e notte", assicurano alla sala operativa allestita all'aeroporto internazionale di Caracas dalla Protezione civile venezuelana.

"Si stanno facendo veramente in quattro per aiutarci e per capirci", confermano all'ambasciata italiana. I mezzi a disposizione, tempo permettendo, sono molteplici: oltre all'aereo, alle due navi e tre motoscafi della Guardia Costiera in zona ci sono anche altri tre motoscafi e tre elicotteri di altri enti.

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In tutto sono impegnati quasi 400 uomini, più una trentina di volontari, tra cui diversi sommozzatori, con numerose altre imbarcazioni e lance. Ma con il passate del tempo l'ansia aumenta, in mancanza di qualsiasi nuova indicazione che alimenti le speranze.

Per tentare di sottrarsi ad un'attesa snervante, nelle ultime ore hanno intanto deciso di ripartire per l'Italia Rosa Apostoli e suo marito Giuseppe Scalvenzi, fratello di Elda, che venerdì sono arrivati a Caracas da Gran Roche come previsto con un altro aereo.

A coordinare le ricerche il governo ha designato il prefetto di Caracas, Jose Gregorio Morales, che continua a fare la spola con Gran Roque, l'isola più grande dell'arcipelago, dove è stata allestita un'altra sala operativa, e dove ieri è andato di persona anche il responsabile dell'ente venezuelano per l'aviazione civile, generale Francisco Paz Pleites.

In serata l'ambasciatore d'Italia a Caracas, Paolo Serpi, ha in programma una riunione con il generale Pleites e altri responsabili della Protezione civile per fare il punto sulle ricerche, mentre tutte le informazioni affluiscono in tempo reale alla Farnesina, dove vengono seguite costantemente dal ministro Giulio Terzi. E altre informazioni affluiscono intanto sulla stampa venezuelana.

Ad esempio che al momento della partenza da Gran Roche il velivolo, un Norman bimotore BN2 del 1968, aveva imbarcato carburante per tre ore di volo mentre il tragitto fino a Caracas si copre normalmente in circa 45 minuti. Ci sono dubbi, invece, sulla presenza di un apparecchio Gps a bordo, come obbligatorio secondo la legge venezuelana, e della sua eventuale attivazione.

C'è anche il giallo di un messaggino sms, ma dovrebbe trattarsi di un ritardo dovuto alla rete. Un messaggino di Foresti ("sono di nuovo raggiungibile"), è stato ricevuto ieri da uno dei suoi due figli.

Alcuni media citano anche l'ipotesi narcos, cioé che nella vicenda siano in qualche mondo coinvolti i narcotrafficanti. Un'ipotesi che però una fonte della sala operativa a Caracas ha respinto con forza. "Non lo credo affatto possibile. Il pilota, German Marchant, è una persona seria, ha 72 anni e una grande esperienza. E anche il suo copilota Juan Ferrer che ha 46 anni è sposato ed è una persona per bene".

La moglie di Juan Ferrer, Nora Andrada, questa mattina di buon ora è arrivata all'aeroporto di Caracas. Assieme a sua madre e ad altre persone che l'hanno accompagnata, è rimasta tutto il giorno in attesa di notizie: "La cosa più frustrante - diceva - è che ancora non si sappia niente di niente".

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