Green Hill: cucciolo morto, cervello in vista e dito medio. La foto shock

Gli animalisti della Lega Anti Vivisezione hanno pubblicato la foto shock di un dipendente di Green Hill, che tiene in mano un cucciolo di beagle, con il cervello ben in vista e il cordone ombelicale ancora attaccato.

L’obbiettivo della LAV è quello di riportare l’attenzione sul processo d’appello e sul “Green Hill bis” (quest’ultimo a carico di veterinari dell’Asl e dipendenti dell’allevamento), chiedendo pene più pesanti per gli imputati. Gli animali, inoltre, potrebbero tornare nella disponibilità dell’azienda e successivamente portati fuori dall’Italia per essere utilizzati nei prelievi di sangue e plasma: “Sono numerosi e solidi gli elementi di prova che documentano uccisioni e maltrattamenti senza necessità, così come controlli inadeguati - scrivono gli animalisti -. Come si potrebbero restituire i beagle a coloro che hanno avallato un esorbitante numero di decessi di cani, che avveniva per mancanza di cure idonee? 6023 i beagle morti tra il 2008 e il 2012 e un unico veterinario che doveva occuparsi di quasi 3000 cani: come sarebbe possibile dare legittimità a questo sistema, dove è stata accertato lo sfruttamento delle fattrici, la promiscuità degli animali, decine di animali morti soffocati dalla segatura e il frequente contatto con le feci? Come sarebbe possibile rimettere i beagle nelle mani di chi li ha soppressi con iniezioni di Tanax somministrato senza pre-anestesia, causa di indicibili sofferenze o ha scientemente deciso di non curarli adeguatamente quando malati di rogna, perché le cure avrebbero potuto rovinare la successiva vendita?”.

Tra le cinque persone iscritte nel registro degli indagati per il “Green hill bis” (al via il 9 marzo), ci sono i due veterinari dell’Asl di Lonato, Roberto Silini e Chiara Giachini, con l’accusa di maltrattamento e uccisione di animali, omessa denuncia e falso ideologico in atto pubblico. Cinzia Vitiello, Antonio Tabarelli e Antonio Tortelli sono invece i dipendenti che dovranno rispondere di falsa testimonianza nel corso del processo di primo grado, nel corso del quale furono condannati a 1 anno e 6 mesi il veterinario Renzo Graziosi e Ghislane Rondot, co-gestrice e responsabile di Green Hill dal 2001. Un anno di reclusione, invece, per il direttore dell’allevamento Roberto Bravi (il processo d’appello inizierà il 23 febbraio).

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