Green Hill: chiuse le indagini, quattro gli indagati

Per loro l'accusa di animalicidio e maltrattamento in concorso

La Procura della Repubblica di Brescia ha chiuso le indagini su Green Hill, l'allevamento di cani beagle destinati alla sperimentazione di Montichiari, sotto sequestro da luglio dello scorso anno.

Quattro gli indagati, accusati di animalicidio e maltrattamento in concorso, cui è stato notificato l'avviso di chiusura indagini: si tratta di Ghislaine Rondot, legale rappresentante di Green Hill 2001 srl, di Roberto Bravi, direttore, di Renzo Graziosi, veterinario responsabile dell'allevamento, e di Bernard Gotti della holding Farms group, di cui fa parte Green Hill 2001 srl.

"La chiusura delle indagini a carico dei responsabili dell'allevamento – si legge in una nota della Lav, Lega Anti Vivisezione - rappresenta una tappa fondamentale per fare finalmente chiarezza su quanto avveniva dietro quel filo spinato; un altro passo verso la chiusura definitiva dell'allevamento, dopo la conferma del sequestro preventivo da parte del Tribunale del Riesame di Brescia".

"Il processo, che speriamo inizi il prima possibile – commenta invece il responsabile dell'ufficio legale della Lav, l'avvocato Carla Campanaro - contribuirà a chiarire definitivamente, oltre alle procedure di allevamento dei beagle con modalità inadatte alle loro caratteristiche etologiche, anche le circostanze che hanno determinato la morte dei cani i cui corpi sono stati trovati nelle celle frigorifere della struttura, su cui la Procura indaga per uccisioni non necessitate, dovute a 'inidoneita' allo scopò".


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