Gli sparano mentre guida, non camminerà mai più: "Il colpevole si faccia avanti"

A un anno esatto da quello sparo che gli ha cambiato per sempre la vita, Giacomo Gazzoli racconta il suo calvario e rivolge un appello a chi ha esploso quel colpo, ma anche ai possibili testimoni

Giacomo Gazzoli

Ferito alla schiena da un proiettile vagante mentre, a bordo della sua auto, percorreva la strada comunale che collega Corteno Golgi a Edolo: non tornerà mai più a camminare. I medici non hanno lasciato speranze a Giacomo GazzolI. Dopo 7 mesi trascorsi in ospedale - prima al Civile e poi a Sondalo per la riabilitazione - all’inizio dell’estate è tornato a casa, ma dovrà passare il resto della sua vita in carrozzina.

“Sono ancora qui, ma la mia vita non tornerà più quella di prima: ho sempre bisogno di aiuto e salvo miracoli non potrò più tornare ad usare le mie gambe”. Raggiunto al telefono, il 72enne originario di Braon,e ma di casa a Corteno, racconta e rivive con lucida rassegnazione quanto accaduto esattamente un anno fa. Attimi drammatici, impossibili da dimenticare.

Un boato improvviso e un forte bruciore alla schiena

“Erano le 15.30 domenica, io e la mia compagna Agostina avevamo deciso di andare a cenare a Braone, il mio paese d'origine. Già nel piazzale fuori da casa avevamo avvertito il rumore degli spari, come capita spesso da queste parti: è pieno di bracconieri che danno la caccia ai caprioli e ad altri animali selvatici. Siamo saliti in auto, e dopo neanche 200 metri, mentre affrontavamo la prima curva, ho sentito un boato all’interno della macchina, poi un forte bruciore alla schiena: ho realizzato immediatamente che qualcuno mi aveva sparato, ma non riuscivo a capire come potesse essere accaduto. Per fortuna si è fermata un’altra macchina con a bordo un’infermiera che mi ha prestato i primi soccorsi. Quel boato mi rimbomba ancora nelle orecchie e tutte le notti mi sveglio di soprassalto”.

Il proiettile di grosso calibro sarebbe partito da poche centinaia di metri di distanza, finendo per forare la carrozzeria della Peugeot 206 sulla quale viaggiava la coppia, il sedile e poi e la schiena di Giacomo Gazzoli.

“Quella pallottola mi ha perforato la spina dorsale - spiega -. La mia compagna si è salvata, per fortuna, ma se ci fosse stato qualcuno sul sedile posteriore sarebbe morto. ” 

Le indagini

Escluso immediatamente l'atto doloso - il colpo non è stato esploso per ferire deliberatamente il 72enne - gli inquirenti si sono concentrati sui cacciatori del posto. L’ipotesi più accreditata è quella di un colpo sparato per 'allenarsi', mirando ai cartelli stradali, ma che ha finito per colpire l’auto sulla quale viaggiava l'anziano.

Nel registro degli indagati, la scorsa primavera, sono stati iscritti due uomini residenti proprio a Corteno Golgi, ma ad oggi non c’è la certezza che siano loro i responsabili. Quest’estate sul luogo del ferimento è anche arrivata una squadra della polizia scientifica di Roma per raccogliere nuovi elementi probatori: gli esperti avrebbero ricostruito l’esatta traiettoria del proiettile e stabilito il punto da cui è partito. Ma, purtroppo, gli approfondimenti investigativi non hanno ancora portato ad una svolta nel caso.

"Sono tutti omertosi"

“Devono riuscire a collegare il fucile sequestrato a uno degli indagati alle schegge del proiettile che mi hanno estratto dalla schiena: due sono ancora lì, perché non si possono rimuovere. In paese sanno tutti che sono stati loro, abitano a 100 metri da casa mia - racconta il 72enne - ma non ci sono testimoni oculari e se ci sono non parlano: è come nel Meridione, sono tutti omertosi” .

Ed è proprio a chi ha premuto il grilletto l’11 novembre del 2018 che si rivolge Giacomo Gazzoli : “Se hai un briciolo di coscienza fatti avanti e affronta da uomo le conseguenze di quello che hai fatto”.

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