Dal profondo della terra spuntano tre scheletri, ma mancano delle ossa

Si sono concluse domenica le operazioni di recupero degli scheletri ritrovati nelle campagne di Gambara: ossa e reperti dell'età longobarda

Foto d'archivio

Tracce di un passato millenario, riemerse dall'oblio della terra: erano tanti, tantissimi gli “spettatori” presenti domenica mattina a Gambara per il disvelamento della terza e ultima tomba, dell'età longobarda, tra quelle scoperte di recente nelle campagne, lungo il fiume (in questo periodo quasi in secca) e al confine con Fiesse.

Tre scheletri sotto terra

Nelle tre tombe sono stati ritrovati tre scheletri: ossa e reperti saranno catalogata, protette al punto giusto e poi trasferite al museo cittadino di Gambara, come richiesto dal sindaco. Le operazioni di questi giorni sono condotte dalla Soprintendenza archeologica di Milano, con il supporto “pratico” degli archeologi del gruppo Klousios, il Centro studi e ricerche del Basso Chiese.

E il mistero aleggia tra ossa e antichi reperti: anche nella terza tomba lo scheletro è risultato incompleto, menomano o danneggiato. In particolare, si registrano dei segni all'altezza del cranio, come fosse stato colpito (e magari ucciso). Sono poi assenti i femori. Circostanze simili si era riscontrate anche durante l'apertura delle prime due tombe: allo scheletro della prima mancava addirittura una mano, allo scheletro della seconda delle deformazioni alle ossa dei piedi.

Misteri e segreti sepolti da secoli

Cosa sarà mai successo agli uomini sepolti nelle campagne della Bassa Bresciana? Come detto, i resti risalgono all'epoca longobarda. Si tratta dunque di scheletri la cui datazione storica è compresa tra i 1000 e i 600 anni fa. Morti da secoli, ma con tante storie ancora da raccontare: ulteriori analisi potranno magari svelare segreti rimasti nascosti (e sepolti) per centinaia di anni.

Nota curiosa: c'era tanta gente, nonostante il caldo. E i lavori di recupero sono proseguiti nonostante i 35 gradi accertati, tra le 10.30 e mezzogiorno di ieri. Ancora peggio nei termini delle temperature percepite: a causa dell'afa, dell'umidità e della canicola, il corpo umano ieri “sentiva” almeno 40 gradi.

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