Furti d’estate, Brescia quarta città in Italia

In città e Provincia nel 2009 quasi 1300 furti in appartamento nel periodo che va da giugno a settembre, peggio di Brescia solo Milano, Roma e Torino. Un fenomeno in aumento costante: attenzione alle serrature e alle nuove tecniche di scasso

Che Brescia e Provincia fossero mete ambite per i ladri d’appartamento è cosa nota, tanto che negli ultimi anni i dati relativi ai furti con scasso non hanno mai accennato a diminuire. Quello che fa un po’ più effetto invece riguarda i meri dati numerici, che vedono Brescia al quarto posto tra le città italiane con 1266 furti (anno 2009). Peggio di Brescia solo Milano (a quota 3931), Roma (3073) e Torino (2652): la Provincia bresciana si mantiene salda in quarta posizione, tallonata da città dove per numero di abitanti ci si aspetterebbe una correlazione ideale, come Napoli (ferma a 1059, in calo rispetto al 2008), Bari (1093, anche qui i furti calano), Firenze (1055, in aumento) e Venezia (1144, in leggero calo).

I dati si riferiscono al lasso di tempo compreso tra giugno e settembre, quel periodo in cui molte abitazioni vengono momentaneamente ‘abbandonate’ per le vacanze, che siano di qualche giorno o di qualche settimana. Discorso differente per le località turistiche della Provincia, lago di Garda in testa, dove invece il trend degli scassi si destabilizza a seconda delle stagioni, e non segue in realtà un preciso canovaccio statistico. Il dato bresciano è comunque in aumento, come dimostrato dai recenti tentativi di furto proprio in città, nelle notti tra il 21 e il 23 luglio, con ladri bloccati perfino sul tetto.

Il problema riguarda anche questo, le nuove e sofisticate tecniche di scasso. Per questo esperti e specialisti consigliano di porre attenzione alle serrature (controllando che non siano troppo vecchie e dunque facilmente eludibili), oltre ai classici consigli che però sarebbe sempre meglio rispettare: abolire i contanti, spostando anche gioielli e altri oggetti di valore, magari rinforzare le finestre (con delle grate), e dare un occhio attento ai simboli. I cosiddetti simboli sono quei piccoli e quasi insignificanti segnali che nomadi o zingari, ma anche ladri professionisti, lasciano vicino ai citofoni o accanto alla porta dell’appartamento o della villetta: negli ultimi anni vi è stato però un calo considerevole di questo tipo di ‘segnali’. Non che le cose siano migliorate.

Nessun allarmismo ma qualche precauzione in più: “Siamo abituati a comprare un cellulare ogni due mesi mentre ci dimentichiamo delle serrature – ha scritto un titolare di un centro all’ingrosso di serrature – I criminali scoprono sempre nuove tecniche, che poi si diffondono rapidamente”. Il colmo? “Ad alcune persone (si parla però di Milano, ndr) tempo fa è capitato anche di rincasare e ritrovare la propria casa chiusa a chiave. I ladri, dopo averla svaligiata, si erano premurati perfino di chiuderla”.

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