Epidemia di polmonite, un'altra morte sospetta: "Abbiamo paura sia legionella"

Indagini dell'Ats di Brescia sulla morte di Francesco Cropano, pensionato di 76 anni di Acquafredda: era stato ricoverato all'ospedale di Montichiari

Foto d'archivio

Un'altra morte “sospetta” dovuta alla polmonite: e se si fosse trattato di legionella? Se lo chiedono i familiari di Francesco Cropano, il pensionato di 76 anni di Acquafredda morto l'8 settembre scorso all'ospedale di Montichiari. Un paio di giorni dopo si sono regolarmente celebrati i funerali, senza autopsia: ma a quasi un mese dal decesso l'Ats di Brescia ha avviato una serie di accertamenti sul caso.

L'autorità sanitaria a quanto pare sta indagando non solo sulle “abitudini” del defunto, ma anche sui luoghi frequentati. Dati alla mano, non si può ancora escludere che ad Acquafredda non fossero presenti dei focolai di legionella: il piccolo Comune della Bassa è quello tra i più colpiti dall'epidemia di polmonite. L'ultimo caso accertato di positività alla legionella si è intanto registrato poche ore fa all'ospedale di Montichiari.

“Nessuna attività di campionamento è stata svolta, finora, nella nostra abitazione – hanno detto al Giornale di Brescia i familiari di Cropano – sebbene sia stata chiata ad alcuni tecnici che stavano effettuando prelievi di acqua. Poi lunedì siamo stati contattati da Ats”. E sulla morte di Cropano: “In pochi giorni le sue condizioni sono peggiorate a causa delle sue precedenti patologie. Abbiamo richiesto la cartella clinica, ma non ne siamo ancora in possesso. Vogliamo la verità”.

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L'epidemia di polmonite intanto sembra essersi placata. Certo l'allerta rimane alta, ma i casi giornalieri sarebbero ora nella norma, e non più in uno stato d'emergenza. Si tratta comunque di un caso unico a livello italiano, se non addirittura mondiale: in meno di un mese più di 600 casi, in un'area geograficamente molto ristretta, e addirittura cinque morti.

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