Fermato al posto di blocco, non parla e si esprime a gesti: nascondeva la droga in bocca

Arrestato un giovane albanese, già noto alle forze dell'ordine, che ai militari ha raccontato di vendere la droga solo per pagarsi le vacanze

Con i soldi della droga si pagava le vacanze in Italia: i carabinieri non hanno esitato a definirlo un “turista dello spaccio”. Ma ancora più incredibile la circostanza che ha fatto insospettire i militari, che solo pochi minuti prima l'avevano fermato in quel di Flero, a bordo della sua auto: non parlava, non rispondeva alle domande, annuiva e faceva dei gesti, scostava la testa.

Non era muto, anzi: cocaina in bocca

Non era muto, anzi: dopo qualche minuto ha aperto la bocca, sfinito, e ha così confessato il suo reato. Proprio in bocca nascondeva ben 7 dosi di cocaina, pronte alla vendita. La perquisizione successiva ha permesso anche di recuperare 550 euro in contanti, considerati provento di spaccio.

Di fronte all'evidenza, il giovane albanese (classe 1996, già noto alle forze dell'ordine) ammetteva che le dosi erano destinate alla vendita, e che con il ricavato si sarebbe pagato la sua vacanza in Italia. Inevitabili le manette: l'arresto è stato convalidato dal Gip di Brescia che ha condannato il 23enne a 8 mesi di carcere.

Espulso dall'Italia: il carcere lo aspetta

Non solo: è stato accompagnato alla frontiera per essere espulso dall'Italia. Se mai vi dovrà tornare, finirà dritto in galera. Il ragazzo è stato beccato dai militari di Bagnolo Mella impegnati in un servizio di controllo del territorio.

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E' stato il suo insolito mutismo, insomma l'atteggiamento a far scattare accertamenti più approfonditi: tutti i documenti infatti erano regolari, passaporto albanese e visto d'ingresso valido per 90 giorni, carta di circolazione e patente in corso di validità. Ma aveva della droga in bocca.

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