Fido nel mirino: il fenomeno dei cani avvelenati

Incontro sabato a Iseo per studiare azioni di prevenzione in vista della stagione estiva. Ribadita la necessità di una sensibilizzazione dei cittadini, ma anche della sanzione dei padroni "distratti" che causano lordura. Gli allarmi degli ultimi mesi aprono la questione della difficoltà di tenere monitorato il fenomeno.

Ha voluto ridimensionare l'allarme il comandante della Polizia locale di Iseo chiamato sabato a palazzo Vantini a dibattere, insieme ad altri ospiti, del problema delle esche avvelenate che ha scosso Iseo dall'inzio del 2015. Sarebbero stati solo tre i casi denunciati, e da marzo non si segnalano nuovi casi in zona. L'attenzione deve comunque rimanere alta.

Scopo dunque dell'incontro, voluto dall'assessore alla Salute pubblica Piera Anna Faita, pianificare delle azioni di prevenzione e monitoraggio in vista della stagione che si sta aprendo, durante la quale si registrerà un aumento della presenza di amici a quattro zampe nelle aree verdi della località del Sebino.

Da un lato si interverrà con  giornate di sensibilizzazione al tema, per favorire la convivenza fra cani e cittadini, dall'altra saranno intensificati i controlli per intercettare e punire i colpevoli di atti così vili.

Tutta la provincia sembra essere interessata a fenomeni di questo genere: MonterotondoNigoline, Adro e Paderno Franciacorta, Palazzolo.

Non sempre il caso attiva la denuncia. Solo un mese fa a Castel Mella dei bocconi avvelenati sono stati trovati nel giardino condominiale di una casa: "Al momento non abbiamo pensato di chiamare i Carabinieri -dice l'inquilina del palazzo dove vivono ben 5 cani- ho solo portato il boccone al laboratorio per farlo analizzare. Siamo molto spaventati all'idea che i nostri vicini possano aver pensato a un gesto del genere."

Fondamentale che sia l'Asl dunque a tenere monitorato il fenomeno e magari a suggerire, dati alla mano, quali possono essere le aree d'intervento e controllo per le forze locali. Non bisogna dimenticare che i bocconi abbandonati costituiscono infine un pericolo anche per i più piccoli, che  con l'arrivo della primavera sono lasciati più facilmente a "pascolare" nelle aree verdi.

Il problema della scarsa igiene sui marciapiedi e nei giardinetti, causato da padroni di cani "distratti" e irrispettosi, può forse in parte spiegare, anche se mai giustificare, la folle esasperazione degli "odiatori di cani".

Necessarie pertanto giornate dedicate al rapporto dei cani con i proprio padroni e con il territorio, anche in seguito al report di Legambiente che raccoglie i numeri della presenza di amici  quattro - e non solo - zampe su tutto il territorio, che rileva i numeri di una convivenza che non può più essere ignorata dalle amministrazioni: una famiglia su due possiede uno o più animali d'affezione.

L’obiettivo del report è quello di raccogliere dati per elaborare soluzioni in favore dei piccoli amici e del loro benessere. Regolamenti comunali, spazi adibiti, politiche mirate per la sterilizzazione e forse più controlli. 

E il veterinario, con l'invito di non cedere agli allarmismi, consiglia: tenete il cane al guinzaglio in passeggiata, per poter controllare sempre se mette in bocca qualcosa e poter intervenire tempestivamente. Se avete dubbi, monitorate i sintomi: vomito, diarrea, tremori o forme convulsive, ipersalivazione, difficoltà motorie. Rivolgetevi immediatamente alla clinica più vicina per una lavanda gastrica e stabilizzare le condizioni dell’animale: successivamente sarà richiesto un esame tossicologico per capire la natura dell’avvelenamento, e la conseguente segnalazione all'Asl.

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