Erbusco, caserma pronta e mai inaugurata: «Servono altri soldi»

Le richieste del Provveditorato al Comune in attesa di risposte dal ministero dell'Economia. La caserma dei Carabinieri è già ultimata e pronta all'uso, manca solo il collaudo amministrativo per la chiusura dell'opera

Comune di Erbusco, caserma dei Carabinieri: pronta per l’uso ormai da anni ma mai inaugurata. L’amministrazione torna alla carica e chiede maggior chiarezza e dettagli più precisi su una questione che si trascina e si trascina, senza che vi siano margini per una rapida soluzione. I lavori sono stati definitivamente ultimati nel gennaio del 2011, ma l’opera in realtà era già stata praticamente conclusa nel 2010, e conti alla mano significa che di anni ne sono già passati due. Due anni in cui il Comune ha continuato a sollecitare le più alte istituzioni, per far sì che le cose cominciassero a muoversi davvero, per non lasciare che il tempo e l'abbandono abbiano la meglio sullo stabile appena costruito.

Il 29 febbraio scorso un nuovo incontro tra i rappresentanti del Comune (sindaco, vicesindaco e responsabile ufficio tecnico), il capitano dei Carabinieri Egidio Lardo, il funzionario regionale alle Opere Pubbliche Giuseppe Bergantin. A quanto sembra sono attualmente in corso le pratiche con il Demanio per l’accatastamento dell’immobile e, come previsto dall’accordo di programma, per l’acquisizione gratuita dell’area di proprietà comunale dal parte del Demanio stesso. Quello che manca è il via libera definitivo all’utilizzo, in cui il termine ultimo è il collaudo vero e proprio, un collaudo che non si può fare finché non si risolve il problema relativo agli allacci delle utenze.

Mancano i soldi, altri soldi, e dalla Regione hanno avanzato la richiesta che sia il Comune di Erbusco ad anticipare le somme per i citati allacci, in modo da poter ottenere il tanto atteso certificato di regolare esecuzione, completando così l’iter amministrativo che porterà poi al collaudo e all’apertura per così dire ufficiale dello stabile. “Per aprire la caserma ci vengono chiesti altri soldi – sottolinea con amarezza il sindaco Isabella Nodari – Somme che dovranno poi essere riconosciute al Comune da parte del ministero in un periodo non precisato e con una procedura non precisata. L’amministrazione è più che intenzionata a fare quanto di sua competenza per risolvere la situazione al più presto, ma vogliamo sottolineare che nel corso degli anni la stessa si è già assunta responsabilità e oneri che non le erano totalmente propri”.

Un modo gentile  che vale come ennesima sollecitazione, a fronte di un Provveditorato in cui “appare evidente il suo immobilismo”, e a fronte di nuove ipotesi da non sottovalutare, da una richiesta di verifica presso la Corte dei Conti o l’acquisizione della struttura al patrimonio comunale. “Prima di prendere qualsiasi decisione – conclude il sindaco – confido fortemente in uno Stato che possa intervenire per l’eliminare l’inerzia e le inefficienze di alcuni suoi settori”.

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