Erbusco, nonni sulle barricate: «Bocce la sera o sciopero della fame»

Scontro tra Associazione Pensionati e Comune sulla gestione dei centri anziani: nonostante le numerose richieste, l'amministrazione non ne vuole sapere di concedere l'apertura serale dalle 20.30 alle 23

I nonni di Erbusco sul piede di guerra contro l’amministrazione comunale. Ormai sono pronti a tutto per far valere le proprie ragioni, anche allo sciopero della fame.

La mela della discordia è l’orario di apertura dei centri anziani. Infatti, nonostante le serate si siano allungate e sia arrivata (per modo di dire) la bella stagione, il Comune non ne vuole sapere di concedere l’apertura serale ai tre centri di Erbusco, Villa e Zocco.

Alle 18 e 30 saracinesche abbassate e tutti a casa al “cinema bianchini”, come si diceva una volta. Inutile sottolineare la rabbia di nonni e vecchietti, incalliti professionisti di bocce e scoponi scientifici.

I rappresentanti dell’Associazione Pensionati chiedono l’apertura dalle 20.30 alle 23, ma l’intesa con la giunta Nodari è ancora lontana.

Il sindaco pretende – per concedere l’autorizzazione – che i tre centri si iscrivano al registro comunale delle associazioni, mentre per i pensionati è già più che sufficiente l’adesione all’albo della Provincia di Brescia.

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Domani è prevista una nuova riunione per cercar di sbloccare la situazione. Di fronte a un nuovo rifiuto, si parla già di sciopero della fame;  quello della sete – stranamente – non è stato nemmeno preso in considerazione: gli amati “bianchì” sono salvi. Lungo sospiro di sollievo dai gestori dei bar.

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