Strangolata in casa con un foulard: 37enne indagato per omicidio volontario

Svolta nelle indagini sulla morte di Diva Borin, trovata senza vita nella sua casa di Urago Mella: il 37enne Salvatore Spina è indagato per omicidio volontario

La palazzina dove abitava Diva Borin © Bresciatoday.it

Possibile svolta nelle indagini nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di Diva Borin, la pensionata di 86 anni trovata senza vita nel primo pomeriggio di sabato 2 marzo. Era seduta sul divano, morta da diverse ore, strangolata al collo e aggredita alle spalle, nel suo appartamento di Via Ballini a Urago Mella: il primo a ritrovarlo, il 37enne Salvatore Spina che spesso le dava una mano in casa, è ora anche il primo e unico indagato.

Lo ha reso noto la Procura che in passato aveva già interrogato Spina, e più volte: nelle ultime ore è stata chiamata a testimoniare, in qualità di persona informata dei fatti, anche la moglie moldava di Spina, forse l'ultima persona con cui Diva Borin ha parlato al telefono, prima di morire. La donna si sarebbe avvalsa della facoltà di non rispondere.

Un mistero ancora irrisolto

Non è chiaro il coinvolgimento di Spina, che comunque risulterebbe indagato per omicidio volontario. L'uomo lavora in un supermercato di Urago Mella, ma abita a Travagliato con moglie e figli. Negli ultimi mesi di vita della signora Borin si era molto avvicinato alla donna: le dava una mano in casa, le faceva la spesa. Insomma quasi una sorta di badante.

A lui la donna, nell'ultimo testamento, aveva intestato il 50% della casa, l'altra metà invece al figlio Christian. Non solo: a pochi giorni dall'accaduto Diva Borin aveva stipulato una polizza vita da 90mila euro, di cui 60mila sarebbero stati destinati a Salvatore Spina. Non è detto che tutto questo sia riconducibile al delitto. Ma è su questo che indagano gli inquirenti.

L'omicidio: strangolata e uccisa

Diva Borin è stata uccisa, su questo non c'è dubbio. Nella notte tra venerdì 1 e sabato 2 marzo, forse qualche ora prima. Sorpresa alle spalle, mentre era seduta alla poltrona, immobilizzata e strangolata con un foulard. Nessuna traccia dell'assassino, nessuna impronta. Un delitto perfetto. Erano stati i vicini di casa a dare l'allarme, sabato mattina, quando in tarda mattinata le tapparelle erano ancora abbassate. Il primo ad arrivare fu proprio Salvatore Spina. Ma per gli investigatore potrebbe essere stato anche l'ultimo ad andarsene. Potrebbe averla uccisa lui.

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