Concessionaria online: truffa da 230.000 euro con le "auto fantasma"

Si è conclusa con 7 indagati (e 6 arresti) l'indagine sulla concessionaria Autoclub di Rivoltella: una truffa da 230mila euro

Almeno dodici i clienti truffati, 230mila euro la somma indebitamente sottratta in poco più di una settimana, sette gli indagati di cui sei già sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari: è questo l'esito dell'indagine sulla maxi-truffa coordinata dal pm Ambrogio Cassiani e diretta dal Commissariato di Polizia di Desenzano del Garda.

I truffatori sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata a compiere reati contro il patrimonio, truffa e ricettazione: avevano aperto quella che a prima vista sembrava una vera e propria concessionaria, a Rivoltella, denominata Autoclub: l'omonima società era stata regolarmente iscritta al registro delle imprese di Varese.

Tutto vero, anche se falso

Come nel film "La Stangata", era assai labile il confine tra vero e falso. Tutto nell'autosalone era stato allestito nei minimi dettagli, dall'insegna agli uffici: anche le sette auto messe in vendita (Audi, Bmw, Mercedes, Land Rover e Volkswagen) erano state acquistate in modo regolare, con tutti i documenti a posto. In questo modo, come ha riferito il vicequestore Bruno Pagani, gli ignari clienti si convincevano della bontà dell'offerta, anche dopo verifiche approfondite.

Per attirare gli acquirenti erano stati pubblicati diversi annunci sul web: i compratori si presentavano a Rivoltella, potevano verificare il buono stato dei veicoli e addirittura provarli, controllare documenti e chilometri percorsi. Definitivamente abbagliati dalle imperdibile offerte, versavano una prima caparra (da mille o duemila euro) in contanti o assegno, e poi dopo pochi giorni saldavano il dovuto, con bonifico.

Tutto è successo in poco più di una settimana, lo scorso autunno: una volta incassati i denari, i truffatori chiedevano agli acquirenti di aspettare qualche giorno, per completare i passaggi di proprietà. Quando i truffati però si presentavano all'autosalone, tutto era scomparso: sia le auto che le insegne. E nessuna traccia dei fantomatici venditori.

Truffatori già noti alle forze dell'ordine

Non è stato facile ricostruire la vicenda, e ancora più difficile collegare tra loro le responsabilità degli indagati fino ad accertare l'associazione per delinquere. Il giudice per le indagini preliminari nell'ordinanza ha confermato la professionalità criminosa dei truffatori: tutti già noti alle forze dell'ordine per reati simili, alcuni di loro protagonisti anche di una sparatoria (senza vittime) in un parcheggio a Trescore Balneario, provincia di Bergamo. 

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Tutti italiani (ma di origine rom) gli indagati: due 25enni di Dalmine e Fara Gera d'Adda, una ragazza classe 1990 di Fara Gera d'Adda, un 29enne e un 42enne di Trescore Balneario, un 27enne di Montello, un 40enne di Palazzolo sull'Oglio. I clienti truffati provenivano da tutto il Nord Italia: da Verona a Udine, da Milano a Genova. Nell'ambito delle buona riuscita delle indagini, il Commissariato ringrazia i vari comandi dei carabinieri che hanno collaborato, in particolare la compagnia di Desenzano.

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