Muore sotto i ferri: inchiesta della procura

Ricoverato il giorno prima, un 59enne è morto in sala operatoria dopo un intervento per l'asportazione di un tumore.

C’è stata negligenza, imprudenza o imperizia? Queste le ipotesi sulle quali la procura sta cercando di fare luce in merito alla dolorosa vicenda che ha portato alla morte, in sala operatoria, un 59enne. Il fatto è accaduto lo scorso 29 dicembre in Poliambulanza, ma solo ora i familiari del defunto, assistiti dall’avvocato Gianbattista Scalvi, hanno deciso di rendere pubblica la vicenda. 

Ricoverato il giorno prima, il 59enne è entrato in sala operatoria la mattina del 29 dicembre per sottoporsi all’asportazione di un tumore. Se inizialmente l’intervento doveva durare relativamente poco, i tempi si sono via via allungati, e nel pomeriggio, solo alle 18, i familiari sono stati avvisati che qualcosa non andava. Tenendo in vita il paziente con le macchine, i medici hanno consentito ai parenti di vederlo un’ultima volta, prima di staccare la spina. 

Dal giorno successivo i figli del defunto hanno iniziato la loro battaglia legale. Il pm Carlo Pappalardo ha aperto un fascicolo e disposto l’autopsia sul 59enne: otto le persone il cui operato è finito sotto la lente, assieme a loro la procedura seguita dall'equipe. La tac effettuata il giorno prima dell’operazione infatti pare evidenziasse la necessità della presenza in sala operatoria di un chirurgo vascolare, che invece sarebbe giunto in ospedale solo alle 12, quando la lesione all’arteria mesenterica superiore sarebbe avvenuta molto prima, tra le 9.15 e le 9.30. 

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