Appalti e rifiuti, paese nella bufera: oltre al sindaco indagati parroco e comandante della locale

Due i filoni dell’inchiesta della Procura che ha nel mirio Concesio e ha portato all’arresto del responsabile dell’ufficio tecnico. Nella bufera anche la parrocchia

Un vero e proprio terremoto quello che ha colpito non solo l’amministrazione comunale di Concesio, ma pure la parrocchia di Sant’Antonino e la polizia locale. Sono due, infatti, i filoni dell’inchiesta aperta dalla procura di Brescia: da una parte gli appalti pilotati, dall’altra la presunta gestione illecita di rifiuti in una discarica abusiva.

Il sistema Gardoni

La prima fase delle indagini si è conclusa con l’arresto del responsabile dell’ufficio tentino, Riccardo Gardoni, che da mercoledì mattina è ai domiciliari. Stando agli inquirenti il sistema di appalti truccati ruotava attorno all’architetto 64enne che è accusato di: turbativa d’asta, corruzione, abuso d’ufficio e falso in atti pubblici.

Al dipendente comunale sono stati sequestrati ben sei conti correnti, cassette di sicurezza e contanti, per un totale di un milione di euro. Non solo soldi, ma anche tanti regali (tablet, smartphone, pieni di benzina  e cambio delle gomme) ricevuti da imprenditori in cambio dell’assegnazione di alcune opere. Secondo gli inquirenti i lavori - come  il piano neve, la pulizia strade, la sistemazione di cimitero, degli asili e delle scuole e dei tetti degli edifici pubblici- venivano assegnati ad un numero circoscritto di imprese, risultando disatteso il principio di rotazione e di concorrenza. In alcuni casi si procedeva ad affidamenti diretti, non consentiti dalle norme vigenti, impedendo di fatto l’accesso alle gare ad altri partecipanti.

A far scattare le indagini, la denuncia di un’impiegata del comune. Oltre al tecnico e ad alcuni imprenditori è finito nei guai il comandante della polizia locale, Walter Rotundo. L’accusa è di omessa denuncia: secondo chi indaga avrebbe saputo di alcuni reati, ma non li avrebbe comunicati all’autorità giudiziaria.

Gestione di rifiuti e discarica abusiva

Nell’ambito del filone che riguarda la gestione dei rifiuti sono indagati il sindaco Stefano Retali, la sua vice Domenica Troncatti e gli assessori Stefano Arrighini, Marco Beccalossi, Giampietro Belleri ed Enrica Rizzini. Nel mirino degli inquirenti un’area pubblica usata per raccogliere rifiuti, gestiti dalla parrocchia di Sant’Antonino.

Nei guai anche il parrocco don Fabio Peli, e due volontari che raccoglievano carta e ferro in paese, scarti che poi venivano conferiti in quella che gli inquirenti ritengono una discarica abusiva.

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Secondo la Procura il primo cittadino avrebbe elargito alla parrocchia contributi pubblici pari a 45mila euro proprio per gestire gli scarti, pur sapendo che l’attività non era autorizzata.

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