Comitato Contro le Nocività: «ignobili le accuse della Gaburri»

"Denunciamo con sdegno", scrive il comitato di Sanpolino, "le ignobili accuse rivolte al Comitato spontaneo contro le nocività dal responsabile della cava Castella di Gaburri spa, il geometra Karim Salvatori"

Dopo il Codisa, interviene anche il Comitato contro le Nocività sull’atto di sabotaggio alla cava Castella della Gaburri spa: "Denunciamo con sdegno", scrive il comitato di Sanpolino, "le ignobili accuse rivolte al Comitato spontaneo contro le nocività dal responsabile della cava Castella di Gaburri spa, il geometra Karim Salvatori, pubblicate su Bresciaoggi del 23 agosto 2011. alvatori indica i comitati che operano a San Polo, Comitato spontaneo contro le nocività e Codisa, quali mandanti morali degli atti di vandalismo messi in atto da ignoti nello scorso fine settimana ai danni degli impianti della Gaburri, accusando i 'toni accesi delle campagne condotte dai comitati che', a suo dire, 'lanciano parole d’ordine esasperate'”.

"Il Comitato spontaneo contro le nocività", continua la nota, "che si è costituito a Sanpolino tre anni fa, è nato dall’esigenza degli abitanti del luogo di difendere e salvaguardare l’ambiente e la salute, sull’onda della preoccupazione per la progettata discarica di amianto di via Brocchi. Abbiamo poi allargato la nostra aera di interesse a tutta la zona sud est della città alla luce della gravità e della numerosità delle fonti di inquinamento e nocività presenti. Siamo un gruppo di cittadini che, acquisita la consapevolezza del disastro ambientale in cui versa il territorio, ha scelto di impegnarsi per il bene di tutti, mettendo a disposizione le proprie capacità e sottraendo tempo dedicato allo svago, al riposo, ai rapporti familiari, mettendo in pratica quella che è la parte più nobile della politica, l’impegno dal basso di alcuni per garantire il benessere di tutt"i.

Nel testo si ribadisce anche che "i metodi della lotta sono limpidi e democratici: diffondiamo l’informazione, interveniamo in tutti gli spazi che la legislazione garantisce per contastare i progetti di devastazione del nostro territorio, ricorriamo al Tar (autofinanziando le cospicue spese legali connesse) per far valere le nostre ragioni, raccogliamo firme, organizziamo dibatti, biciclettate e cortei. Ecco un esempio di alcune delle nostre 'parole d’ordine esasperate'  in grado  di indurre, secondo la tesi Gaburri, azioni criminali: “No al polo logistico, no alla discarica di amianto, no alla cittadella dello sport”, “Facciamo il parco delle cave” e “I love Cavaliere d’Italia”.

"Sottolineiamo che le attuali accuse della Gaburri", continua il Comitato contro le Nocività, " sono state precedute dalle illazioni dell’amministratore delegato della Profacta sspa, che sul Giornale di Brescia del 7 agosto 2011, in riferimento alla discarica di amianto di via Brocchi, affermava 'abbiamo subito ingenti danni, riconducibili alla discarica, anche a Trento, dove sono stati incendiati macchinari'. E’ forse la diffusione dell’informazione, la consapevolezza che cresce tra i cittadini di essere portatori di diritti, soprattutto del diritto fondamentale a vivere in un ambiente sano, ricco di verde e di natura, che fa così paura? Ribadiamo che continueremo a fare informazione, continueremo a mobilitarci e che non ci lasceremo intimidire.
Concludiamo con alcune domande generate  dalla vicenda del cosiddetto “raid” effettuato da un misterioso “kommando” presso la cava Castella, che rimangono per ora senza risposta: chi ha la competenza tecnica per azionare una macchina complessa come un escavatore e utilizzarlo per danneggiare altri macchinari? E' consueto che chi attua un’aggressione criminale reiteri l’azine il giorno subito seguente, nello stesso luogo, con le stesse modalità? A chi giova tutto ciò? Non siamo in grado di fornire risposte, ma ci auguriamo che venga restituita  un po’ di verità a tutta questa vergognosa vicenda".
 

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