Bimbo investito, poi non si ferma: "Alice è una brava ragazza, non è scappata"

Chiusi nel silenzio i familiari della ragazza di 22 anni che, martedì mattina, ha investito il passeggino sul quale si trovava un bimbo di 2 anni per poi fuggire.

Il luogo dell'incidente ©Bresciatoday.it

Regna il silenzio e lo sconcerto nel quartiere di Coccaglio dove abita Alice, la 22enne che, martedì mattina, ha travolto e scaraventato a diversi metri di distanza il piccolo Ihshaan mentre era nel passeggino, e la mamma stava attraversando via Achille Grandi sulle strisce pedonali.

I familiari sono rinchiusi in casa, i genitori preferiscono non parlare con i giornalisti. Le imposte sono chiuse, le tende abbassate: la mamma di Alice risponde al citofono, ma non rilascia nessuna dichiarazione. Pronunciata la domanda di rito "Chi è ?",  ascolta in silenzio le domande che non trovano risposte. Nel giardino della villetta accanto campeggia un passeggino, molto simile a quello dove si trovava il piccolo di due anni che la giovane ha travolto mentre era al volante della sua Fiat 500.

C'è timore anche tra i vicini di casa: questa brutta storia ha lasciato tutti senza parole. I pochi che acconsentono a parlare descrivono la 22enne come una brava ragazza e si dicono convinti del fatto che non si sia allontanata volontariamente: "Forse non si è accorta o forse è stata colta dal panico e non si è più resa conto di cosa stava facendo".

La decisione del giudice

Ieri il gip non ha convalidato l'arresto: una volta uscita dal tribunale di Brescia Alice è tornata libera. Gli arresti domiciliari, disposti martedì sera dal pm Ambrogio Cassiani, non sono stati confermati perché - ha scritto il gip Christian Colombo - sono passate più di 11 ore dall'incidente, avvenuto attorno alle 8.30, e l'arresto effettuato attorno alle 19.30. Impossibile quindi contestare la flagranza e la quasi flagranza del reato. 

Tra le motivazioni del giudice anche l'impossibilità che Alice possa commettere di nuovo lo stesso reato: alla giovane, incensurata, è infatti stata ritirata la patente. La Procura ha impugnato l'ordinanza e fatto ricorso in Cassazione.

La versione di Alice

Durante l'interrogatorio la giovane ha ribadito la versione dei fatti già parzialmente resa agli agenti della polizia locale del comando intercomunale di Montorfano: la sua visibilità era ridotta dal parabrezza ancora ghiacciato e dai riflessi del sole; avrebbe avvertito l'urto, ma pensava di aver colpito uno dei paletti che dividono la carreggiata dalla pista ciclabile. Poi sarebbe stata colta dal panico: temendo di aver rotto l'auto ha proseguito la corsa, verso il centro commerciale 'Le Porte Franche' di Erbusco, dove lavora come commessa.

La sue giustificazioni non hanno affatto convinto il giudice che però, per le motivazioni sopra citate, non ha convalidato la misura cautelare. Resta indagata per omissione di soccorso e lesioni gravi.

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