Nuova ciclabile a Mairano, la polemica in realtà è «una bolla di sapone»

Rettifiche e smentite, e tra Legambiente e il Comune di Mairano in realtà non c'è problema alcuno. Il sindaco Lanzoni difende le sue scelte: "Non prendiamo lezioni da nessuno, da anni attenti all'ambiente"

Much ado about nothing, quel tanto rumore per nulla di shakespeariana memoria che ben si applica alla storia bresciana del nuovo tratto di ciclabile a Mairano, circa 500 metri di percorso pensato appositamente per raggiungere il santuario della Madonnina della Lama. Una polemica che in realtà c’è stata davvero, Legambiente che distribuisce volantini nelle case, se la prende con il progetto comunale giudicato troppo costoso e troppo impattante, per poi ritrattare in meno di 24 ore con una mail di rettifica subito apprezzata.

“Un grande malinteso – racconta a BresciaToday il sindaco di Mairano, Piervincenzo Lanzoni – perché stiamo parlando di un’opera progettata con una certosina attenzione all’ambiente, senza un grammo di asfalto grazie al Levostab 99, con illuminazione a LED, numerosi componenti in legno tra cui un ponticello, e la piantumazione di 25 piante ad alto fusto. Comprendiamo il volantino solo in parte, distribuito senza una reale conoscenza del progetto, e infatti Legambiente ha fatto subito retromarcia, e di certo non si riconosce in alcune dichiarazioni apparse sui giornali”.

Il riferimento è un recente articolo di stampa locale in cui si legge di una strage di ippocastani e di centinaia di metri d’asfalto. “Una bolla di sapone – ancora Lanzoni – quello che conta per noi è il sovrano giudizio dei cittadini. Abbiamo fatto anche noi il porta a porta, con tanto di assessori, e di contrari non ne abbiamo trovati. Il progetto è pubblico da due anni, tutti hanno potuto visionarlo, anche tecnici esterni hanno parlato di soluzioni esemplari, siamo convinti che la nostra procedura sia ineccepibile”.

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Anche gli ippocastani ‘abbattuti’ avevano in realtà un destino già segnato: “Alberi malati che non sarebbero durati a lungo. E’ vero, ne abbiamo tirati giù 3 ma ne ripiantumeremo altri 25, autoctoni e ad alto fusto. In questo non possiamo prendere lezioni da nessuno, in tre anni abbiamo piantumato almeno 350 piante”. Un po’ come le piste ciclabili, tre nuovi percorsi in meno di 1000 giorni, 6 km di strade per ciclisti, “ma non righe gialle accanto alle carreggiate, piste ciclabili vere! Tutto verificabile, lo ripeto: siamo ai primi posti in Lombardia per metratura di ciclabili in rapporto ad abitanti ed estensione”.

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