"Sto aspettando una ricca eredità", la fa innamorare e le sfila mezzo milione di euro

E' stato condannato a 2 anni e 6 mesi di reclusione il 60enne Roberto Belotti di Chiari: è accusato di circonvenzione di incapace. Tutta la storia

Foto d'archivio

Fingendosi in attesa di un'eredità milionaria, sarebbe riuscito a sfilare con l'inganno circa 600mila euro alla donna, titolare di una gelateria in città, che a quanto pare per lui aveva una specie di infatuazione, ma soprattutto è poi risultata (a seguito di perizia) incapace di intendere e di volere. Adesso è stato condannato, a 2 anni e 6 mesi di reclusione senza condizionale, oltre al rimborso (per ora) di almeno 160mila euro.

La storia dal principio

La triste e strana storia parte da Brescia e arriva a Chiari. E' qui che abita Roberto Giorgio Belotti, il 60enne appena condannato per circonvenzione di incapace. La vittima del suo lungo (e costoso) raggiro è una donna di 65 anni che appunto gestiva una gelateria in città. Trascinata in un vortice senza fine, in cui ha svenduto i suoi averi (compresa una pepita d'oro) e sarebbe arrivata a chiedere prestiti anche ad amici e conoscenti.

In tutto, così dice l'accusa, Belotti si sarebbe fatto consegnare fino a 600mila euro. Tutto sarebbe cominciato con qualche centinaio di euro, per pagare le marche da bollo con cui avviare la pratica per la presunta eredità. Poi un po' alla volta, cifre sempre più consisenti. E che un po' alla volta hanno portato alla rovina la donna.

La scoperta del marito

E con lei il marito: oggi 70enne, è stato lui ad accorgersi della situazione insostenibile. Dopo essersi confrontato con la moglie, la sottopone a perizia da cui emerge appunto una parziale incapacità di intendere e di volere. Poi scattano le indagini: Belotti viene infatti indagato per circonvenzione di incapace.

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I fatti risalgono a qualche anno fa: la prima richiesta di denaro è datata 2013. La vicenda prosegue a lungo, fino alla forzata interruzione del marito della 65enne, che smaschera l'inganno. Belotti viene indagato e poi processato: adesso la condanna, a 2 anni e 6 mesi di reclusione, e il primo risarcimento. Giù il sipario.

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