Cancro al cervello per il cellulare, la Cassazione dà ragione all'ex manager

Respinto il ricorso con il quale l'Inail contestava il diritto alla rendita per malattia professionale a favore di Innocente Marcolini, 60enne di Carpenedolo, che aveva usato il telefonino 5-6 ore al giorno sul lavoro per 12 anni

L'uso massiccio del cellulare, per parecchie ore al giorno, e per un lungo periodo di anni, può avere "un ruolo almeno concausale" nella genesi di alcuni tumori dei nervi cranici.

Lo sottolinea la Cassazione che ha dato torto all'Inail che non voleva riconoscere il rischio 'lavorativo' - e il conseguente diritto alla pensione per malattia professionale - per l'uso del telefonino e del cordless. Inoltre la Suprema Corte ha riconosciuto la "maggiore attendibilità" degli studi epidemiologici indipendenti rispetto a quelli "cofinanziati dalle stesse ditte produttrici di cellulari".

Con questa decisione - sentenza 17438 della Sezione lavoro - la Suprema Corte ha respinto il ricorso con il quale l'Inail contestava il diritto alla rendita per malattia professionale, con invalidità dell'80%, riconosciuto dalla Corte di Appello di Brescia a favore di Innocente Marcolini, 60 anni di Carpenedolo, ex manager che per dodici anni, per cinque-sei ore al giorno, aveva usato - per motivi di lavoro - il telefonino o il cordless sviluppando una grave patologia tumorale all'orecchio sinistro dove appoggiava il cellulare.

Nonostante le terapie, anche chirurgiche, il manager aveva riportato "esiti assolutamente severi". In primo grado, non era stata riconosciuta la 'colpevolezza' del telefonino, mentre in secondo grado il verdetto era stato ribaltato. Senza successo, l'Inail ha provato a contestare - sostenendo che non erano suffragati dal giudizio di affidabilità della "comunità scientifica" - gli studi sul rischio dell'uso intensivo dei cellulari sui quali si era basata la consulenza tecnica del manager.

La Cassazione ha replicato che gli studi indipendenti condotti dal gruppo 'Hardell', tra il 2005 e il 2009, che hanno evidenziato un maggiore rischio di insorgenza di neoplasie negli utilizzatori 'forti' di telefonia mobile, sono, correttamente, stati considerati di "maggiore attendibilità" dai giudici dell'appello, "stante la loro posizione di indipendenza, ossia per non essere stati cofinanziati, a differenza di altri, anche dalle stesse ditte produttrici di cellulari".

L'Inail, invece, insisteva affinchè - prima di riconoscere la nocività del telefonino - si aspettasse l'esito dello studio epidemiologico internazionale 'Interphone' coordinato dall'Agenzia internazionale di ricerca sul cancro dell'Oms e finanziato dall'Unione Europea e dai produttori di telefonini.

Potrebbe interessarti

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti

Notizie di oggi

  • Cronaca

    Maltempo, allarme rosso: in arrivo nuovi temporali, rischio grandine e trombe d’aria

  • Cronaca

    Crolla a terra durante la gara, disperati i tentativi di rianimarlo: morto a soli 43 anni

  • Cronaca

    Moglie massacrata: condannato a 30 anni, ma intanto continua a farla franca

  • Cronaca

    I vicini si lamentano per l'odore: trovato morto in casa in una pozza di sangue

I più letti della settimana

  • Coltello alla gola, costretta a una fellatio: riconosciuto e condannato dopo 14 anni

  • Bagnanti sotto shock: un cadavere riemerge dalle acque del lago di Garda

  • Bimbo batte la testa, e nel viaggio in auto verso il Pronto soccorso perde conoscenza

  • Maltempo e trombe d’aria in provincia, danni gravi nella Bassa e in Franciacorta

  • Ragazzo si tuffa nel lago, risale coperto di bolle (e tanto prurito)

  • Pronto a tornare a casa dopo la disco: colpito da un pugno, gli fratturano il cranio

Torna su
BresciaToday è in caricamento