Sfruttava i profughi a 3 euro all’ora: arrestato imprenditore bresciano

In manette anche il suo “caporale”, che si occupava del reclutamento: sono stati arrestati dai carabinieri di Carpenedolo. Rischiano da 1 a 6 anni di carcere. I richiedenti asilo pagati meno di 3 euro l’ora, ovviamente in nero

Foto d'archivio

Su disposizione della Procura di Brescia i carabinieri di Carpenedolo hanno arrestato un imprenditore bresciano di 56 anni, titolare di un noto calzificio, e il suo braccio destro, un pakistano di 42 anni: sono entrambi accusati di caporalato, rischiano da 1 a 6 anni di carcere. I militari sono arrivati a loro a margine dell’inchiesta sulla gestione dei richiedenti asilo che ha coinvolto l’imprenditore Angelo Scaroni, tra l’altro da poco tornato in libertà e comunque estraneo alla più recente vicenda.

Lo scrive il Giornale di Brescia: i due arrestati si occupavano di un “giro” di profughi che venivano sottopagati, ovviamente senza contratto, proprio nel calzificio di Carpenedolo di proprietà dell’imprenditore. Secondo gli inquirenti, gli stranieri in cerca d’asilo venivano pagati meno di 3 euro l’ora, per circa 10 ore al giorno di lavoro.

Ulteriori dettagli saranno resi noti in sede di processo: sia il 56enne che il 42enne nelle prossime ore saranno chiamati a comparire davanti al Giudice per le indagini preliminari. Ma i contorni della vicenda purtroppo sono già ben definiti.

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