Prestano i soldi, poi chiedono interessi fino al 60%: arrestati padre e figlia

Padre e figlia residenti a Capo di Ponte arrestati dalla Guardia di Finanza: sono accusati di usura. La loro vittima: un povero agricoltore

Foto d'archivio

Arrestati per usura: alla loro vittima, un agricoltore della Valle Camonica, avevano prestato del denaro con interessi fino al 62% all'anno. In manette, arrestati dalla Guardia di Finanza, padre e figlia entrambi residenti a Capo di Ponte. Ora sono tutti e due ai domiciliari: solo pochi giorni fa il blitz delle Fiamme Gialle. Le indagini sono state coordinate dalla Procura di Brescia.

Il prestito sarebbe stato erogato nel 2013, e da allora mai estinto. A margine del prestito “privato”, padre e figlia erano riusciti a convincere l'agricoltore a firmare una dichiarazione di riconoscimento del debito, anche in sede civile, così che perfino il Tribunale avrebbe riconosciuto il diritto al pignoramento da parte dei due usurai.

Soldi e animali, ma il debito non si ripagava mai

Ovviamente non erano state specificate le dinamiche “illegali” del debito stesso: tra cui, appunto, un tasso di interesse superiore dal 60% annuo. Nei mesi e negli anni all'agricoltore sarebbero stati prelevati, oltre che contanti, anche i suoi animali da macello e titoli di credito.

La contabilità debitoria era mantenuta su una vasta gamma di “pizzini”, fogli di carta e bloc-notes in cui – non senza confusione – si tenevano i conti degli importi, dei soldi restituiti e di quelli ancora da dare, dell'accrescere del debito per via dei tassi di interesse esagerati.

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Come detto, padre e figlia ora sono ai domiciliari. La Procura e la Guardia di Finanza hanno riconosciuto a entrambi delle responsabilità. Ai due sono stati sequestrati anche poco più di 12mila euro in contanti, considerati profitto illecito dell'usura. 

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