Uccise l'amante incinta: "Sta vendendo tutto per non risarcire la madre della vittima"

Claudio Grigoletto, condannato in via definitiva a 30 anni per l'omicidio dell'ex segretaria Marilla Rodrigues Martins, si sarebbe appositamente disfatto del patrimonio e non avrebbe versato nemmeno un euro dei soldi dovuti, a titolo di risarcimento, ai familiari della vittima

Marilla Rodrigues Martins

Per Natalia Silva le battaglie nelle aule del tribunale di Brescia non sono ancora finite. L'uomo che il 29 agosto del 2013 ha brutalmente ucciso sua figlia, Marilla Rodrigues Martins, anche dal carcere dov'è recluso per scontare una pena di 30 anni sarebbe riuscito a danneggiarla, ancora una volta. 

La sentenza della Corte d'Assise (confermata in Apello e in Cassazione per quanto riguarda i risarcimenti alle parti civili) aveva condannato Claudio Grigoletto - l'ex pilota che ammazzò la segretaria e amante brasiliana, da quattro mesi incinta di un figlio suo - al pagamento di una provvisionale di 300mila euro: 150 per la mamma e 150 per il padre della vittima.  Ma l'uomo, 34enne all'epoca dei fatti, non avrebbe versato nemmeno un euro di quanto dovuto. Ecco perchè, concluso il dibattimento penale, ne sta affrontando un altro, in sede civile.

La madre della giovane assassinata denuncia, tramite il suo legale, l'avvocato Pierluigi Visentini, come Grigoletto avrebbe raggirato tutti un'altra volta, disfandosi di proposito di tutto ciò che possedeva per non risarcire la famiglia della vittima.

"Dopo l’efferato delitto, con l’aiuto dei genitori, e nelle more dell’esecuzione di un provvedimento di sequestro preventivo disposto su richiesta della Procura della Repubblica, Grigoletto si è spogliato di ogni bene, all’evidente scopo di sottrarsi da ogni obbligazione patrimoniale", sostiene il legale. Il patrimonio di Grigoletto era sostanzialmente costituito dal 50% della casa di Adro, dove viveva con la moglie e le due figlie, che all'epoca dei fatti avevano solo un anno e mezzo e un mese di vita, e un fuoristrada.

Quota che l'ex pilota avrebbe ceduto, mentre era recluso a Canton Mombello "per sanare posizioni debitorie pregresse", in particolare si tratterebbe di un debito nei confronti del padre. Tramite la madre, sua procuratrice speciale, Grigoletto avrebbe venduto la sua quota di immobile alle figlie minori. Una compravendita già avvenuta, spiega ancora il legale, "inducendo in errore il pm, che in precedenza aveva negato l’autorizzazione al notaio di recarsi in carcere, con una richiesta che dissimulava la reale intenzione poi espressa nella compravendita".

Una condotta che secondo il difensore della madre di Marilla "comprova oltre ogni ragionevole dubbio l’intenzione del Grigoletto di rendersi incapiente". "È palese che tutta l’operazione di vendita è stata effettuata al solo fine di avvantaggiare le figlie e a scapito delle parti offese dell’orribile delitto, e non già per pagare un debito scaduto ", conclude il legale.  Non è stato dello stesso avviso il giudice di primo grado, che ha rigettato la domanda di revocatoria della vendita dell’immobile. La battaglia non è ancora finita, sulla questione si esprimerà, in secondo grado, un nuovo giudice. 

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