Caffaro, il neo commisario Moreni: "E' stato fatto troppo poco"

Il nuovo commissario straordinario per l'emergenza Caffaro diventerà operativo a breve. Il suo incarico, rinnovabile, durerà 24 mesi e lavorerà a titolo gratuito

L’assessore Fronda, il commissario Moreni e il sindaco Del Bono durante la conferenza di presentazione a palazzo Loggia — Copyright © Bresciatoday.it

Roberto Moreni è stato nominato commissario straordinario dell'emergenza Caffaro. Una figura, quella del commissario, per cui l'amministrazione comunale si era battuta fin dal suo insediamento in Loggia e che diventerà operativa a breve. Il decreto è  stato siglato dal ministro dell'Ambiente Galletti, ma manca la firma di quello dell´Economia Padoan, che dovrebbe arrivare a giorni.

Espletate le formalità di rito, Moreni dovrebbe diventare operativo verso l'inizio agosto e si insedierà negli uffici di via Marconi. Lavorerà a titolo gratuito e il suo incarico durerà 24 mesi, rinnovabile. I compiti affidati al dirigente del Comune in pensione non sono pochi. In sintesi: dovrà vigilare sui tempi e sullo svolgimento di tutti gli interventi di bonifica che riguardano il sito di interesse nazionale; sarà in collegamento con il ministero a cui comunicherà eventuali intoppi; promuoverà intese con tutti i soggetti coinvolti dall'emergenza e potrà anche nominare uno o più soggetti attuatori che opereranno su sua indicazione.

“Sono passati 10 anni ed è stato fatto ben poco - è stato il primo commento di Moreni -. Al di là di montagne di carte che ho trovato, operativamente la situazione è molto indietro, mentre la campagna di rilevamento è completa. Forse qualcosa non ha funzionato in termini di operatività e i soldi stanziati non si sono tradotti in risultati.”

Il primo obiettivo, quindi, sarà quello di “dare attuazione veloce ai progetti di bonifica già individuati e approvati". "Nell’arco dei prossimi mesi - continua - vogliamo definire il quadro degli interventi già fatti e un secondo quadro con le azioni da fare indicando priorità, tempi e costi. Elaborare un piano generale che sia definitivo a prescindere da chi sarà al governo».
 
I FONDI PER LE BONIFICHE -
Il decreto parla di 11.3 milioni di euro già stanziati e in parte già impegnati, ai quali potrebbero aggiungersi altri 42 milioni. “Vogliamo spendere bene i soldi che già ci sono - ha commento il neo commissari -. Se ne arriveranno altri dobbiamo farci trovare pronti”. Attualmente l’incognita più grande è rappresentata dal sottoterra, da dove viene pompata fuori l’acqua per evitare il contatto tra la falda e gli inquinati. “Il problema serio - conclude - è capire cosa potrebbe succedere sotto la Caffaro nel momento in cui l´azienda si trasferisse, e si smettesse di emungere l´acqua. Serve una soluzione definitiva”.

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