Viale Piave, Comitato Quartiere Sicuro: «Diritti agli italiani!»

Abbiamo incontrato la presidente Sara Balsamo nella sede del Comitato Quartiere Sicuro: "Situazione emozionale molto conflittuale, forse la manifestazione non ci sarà". Tra passeggiate e iniziative, la lotta al degrado

Sara Balsamo e Emanuele Taddeolini Marangoni

La già annunciata manifestazione prevista per sabato pomeriggio per ‘ridare diritti agli italiani discriminati’ molto probabilmente non si farà. I tempi non sono i migliori, e i recenti tafferugli romani di certo non hanno aiutato: a rivelarlo è proprio la presidente del Comitato Quartiere Sicuro di Viale Piave Sara Balsamo, che abbiamo incontrato questa mattina in sede.

SCONTRI DI ROMA, ANNULLATA MANIFESTAZIONE CONTRO LA MOSCHEA

“Abbiamo deciso di rinviare la manifestazione per fare in modo di non esasperare una situazione già difficile, nel quartiere non siamo tranquilli, i residenti non sono contenti. Esiste già un contesto emozionale di conflitto, il nostro non è un comitato politico”.

Sabato 22 ottobre infatti ci sarebbe dovuta essere la scesa in piazza dei residenti, stanchi e nauseati “dai privilegi che vengono concessi a coloro che agiscono illegalmente”. I riferimenti sono molti, ma due in particolare: la moschea improvvisata e le prostitute sulla strada. Un fastidio per i residenti, per gli esercenti e i commercianti, spesso alle prese con veri momenti di degrado difficili da digerire. “Non possiamo accettare che nel nostro quartiere continui questo degrado. In quella moschea (se così si può chiamare) arrivavano a centinaia, ora sono un po’ meno. Ma continuano a dare fastidio ai residenti, impedendo più volte a chi abita lì di uscire in cortile, o di accedere ai garage”.

Il posto è ubicato nei pressi del Condomino Sole, dove abitano molti anziani e anche qualche disabile. Il Consiglio di Stato ha preferito non deliberare, e ha rimandato la sentenza al Tar: “Se daranno torto al Comune ci impegneremo nel promuovere un nuovo ricorso d’urgenza per sospensiva. La moschea di Viale Piave fa parte di quei 650 locali non idonei sparsi in tutto il territorio italiano”. Negli ultimi tempi però la scelta di scendere davvero per strada, con delle ronde che assomigliano più a delle passeggiate, per cercare di scardinare il dilagante fenomeno della prostituzione.

“I cittadini e i baristi sono più che contenti, sono felici del nostro passaggio. Abbiamo cominciato la scorsa settimana, ora abbiamo richiesto anche il sostegno dei City Angels. Quello che vogliamo dare è un supporto concreto, e provare a scoraggiare il mercato: se il cliente ci vede non si ferma”. Assieme al ‘giurista’ del gruppo, Emanuele Taddeolini Marangoni, un’idea che è già stata avanzata dal vice sindaco Fabio Rolfi: “L’ipotesi dei quartieri a luci rosse la sosteniamo totalmente, si tratta di una possibilità unica per regolarizzare tutti quei soldi che al momento sono in nero”.

“Visto che il fenomeno non può essere eliminato allora tanto vale normalizzarlo! Spostando le prostitute in quartieri appositi e decentrati, dove sarebbero sottoposte a controllo sanitario e dove potrebbero garantire un flusso di denaro controllato nelle casse dello Stato. E che significherebbe meno tasse per i cittadini”.

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