Schiava del sesso tra botte e minacce: ragazza costretta a prostituirsi per strada

La fine dell'incubo per una ragazza nigeriana arrivata in Italia dopo mille tribolazioni: finita nelle grinfie di un giovane aguzzino, condannato a 5 anni di reclusione

Violenza sessuale e induzione e sfruttamento della prostituzione: assolto per il primo, condannato a cinque anni per il secondo. Sono questi i capi d'accusa per cui è finito a processo il giovane Sami Osas, 23enne nigeriano ma residente in Via Cremona a Brescia, e che avrebbe sfruttato per lungo tempo una giovane connazionale, arrivata in Italia dopo un disperato cammino nel deserto, a bordo di un barcone partito dalla Libia.

La ragazza sarebbe finita nelle grinfie del suo giovane aguzzino, che l'avrebbe appunto costretta a prostituirsi per mesi, se non addirittura anni, e non soltanto in città e in provincia ma perfino a Bergamo e Brindisi. La svolta solo pochi mesi fa, quando la ragazza ha preso coraggio e ha deciso di scappare.

E' salita su un autobus di linea, pronta a lasciare la città e a provare almeno a rifarsi una vita. Su quell'autobus però è stata intercettata e identificata dalla Polizia Locale: era in Italia senza documenti, una volta scoperta ha comunque deciso di raccontare tutta la sua storia. Prima agli agenti, e poi ai carabinieri: da qui è partita l'indagine che ha portato all'arresto e alla condanna del suo aguzzino.

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Come detto in prima battuta accusato anche di violenza sessuale, ma poi assolto in sede di processo. E invece condannato, a 5 anni, per induzione e sfruttamento della prostituzione. L'avrebbe minacciata, forse anche picchiata, di certo quasi schiavizzata, convinta che l'unica strada per rimanere in Italia fosse quella di prostituirsi sulla strada. Ora l'incubo è finito: la sua nuova (e vera) vita può cominciare. 

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