Brescello, epicentro terremoto: "Danni alla chiesa di Peppone e Don Camillo"

La scossa di terremoto di magnitudo 4.9 il cui epicentro, in mattinata, è stato rilevato nel Reggiano tra Brescello e Poviglio ha generato nel paese di Peppone e Don Camillo "tanta paura" ma, sostanzialmente, niente danni ad eccezione di crepe e calcinacci caduti nella chiesa del parroco nato dalla fantasia di Giovanni Guareschi

Le statue in bronzo di Peppone e Don Camillo guardano la piazza sorridenti: il parroco nato dalla fantasia di Giovanni Guareschi con il breviario in mano e la tonaca lunga; il 'compagno Sindaco' con il fazzoletto al collo e il cappello alzato in segno di saluto. Immutabili anche nel giorno della grande paura.

"C'é stato tanto panico - ha osservato il sindaco di Brescello, Giuseppe Vezzani -: mai sentito, a mia memoria, una scossa di questa intensità. Mi sono precipitato a scuola insieme ai tecnici, non abbiamo riscontrato danni e il piano di evacuazione ha funzionato: erano usciti tutti".

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Riandando con la memoria intorno alle 9 di questa mattina, il sindaco ha poi spiegato che "la gente è scesa in piazza e in strada" allarmata dalla scossa sussultoria, ma in paese "non si sono registrati danni, solo qualcuno lieve in tre chiese del paese" senza alcuna conseguenza.

"I danni - ha osservato don Giovanni Davoli, riferendosi alla chiesa di Santa Maria Nascente, più comunemente nota come la 'chiesa di Don Camillo' - sono circoscritti nelle navate laterali della chiesa."

"Sono caduti dei calcinacci e in alto ci sono delle crepe. Per valutare se i danni siano strutturali o meno - ha spiegato, superando il nastro bianco e rosso che transenna l'interno della basilica - ci vogliono i tecnici".

Alcuni calcinacci sono caduti anche nella chiesa della Concezione e in quella di Lentigione, anche qui senza particolari conseguenze. Al momento della scossa, ha ricordato don Davoli, "sembrava di sentire il motore di un Tir ingabbiato nelle mura di casa. Ho sentito l'armadio che scricchiolava e - ha proseguito il parroco, a Brescello dal 2007 - sono sceso a salutare e a sincerarmi delle condizioni di don Giuliano, il parroco emerito qui da 30 anni, e poi sono andato in parrocchia" a controllare se vi fossero danni.

In paese, dove splende un sole primaverile nonostante le temperature rigide, gli abitanti raccontano di una grande paura al momento della scossa, ma poi di una sostanziale tranquillità.

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