Case scoperchiate, alberi abbattuti, strade allagate: la supercella ha devastato la città

Danni per milioni di euro, e il bilancio è ancora provvisorio: gli effetti pratici della violentissima tempesta che lunedì sera si è abbattuta anche su Brescia

Danni della tempesta a San Polo

Chi raccoglie i suoi cocci ha poco altro da dire: “Per fortuna è durato poco”. Poco o tanto, tra i 15 e i 20 minuti: momenti che per chi li ha vissuti sembravano non passare mai. Venti fino a 110 chilometri orari, pioggia fittissima e grandine. Gli effetti del downburst che ancora una volta si è abbattuto nel Bresciano, provocato dalla supercella che lunedì sera è transitata sulla nostra provincia (cupa e minacciosa: il cielo faceva paura).

Non c'è paese, o quasi, che sia stato risparmiato dalla furia della tempesta. Anche a Brescia i danni sono tanti: già si parla di milioni di euro per rimettere tutto a posto. Qua e là in tutta la città, dai confini alla periferia. A Sant'Eufemia, Caionvico, e poi San Polo, la zona sud, il Villaggio Sereno. Niente è stato risparmiato dal maltempo, anche il nuovo PalaLeonessa che ha subito danni alla tettoia esterna.

La conta dei danni: un bilancio milionario

In ordine sparso: danni alle coperture dell'oratorio San Filippo al Villaggio Sereno e del PalaLeonessa, il palazzetto dove gioca il basket Brescia. E ancora capannoni scoperchiati nelle zone industriali. In Via Venturi, a Fornaci, una pianta è stata sradicata ed è caduta su una casa: per fortuna nessun ferito. Danni anche in Via Volta, dove è stata scoperchiata una palazzina. Le case ai piani alti sono state dichiarate inagibili.

Volano coppi e tetti, alberi che si spezzano. Strade chiude per permettere le operazioni di messa in sicurezza. Allagati (e dunque chiusi al traffico) i sottopassi di Via Cadorna, Via Corsica e Via Zammarchi. Il vento e la pioggia hanno “inquinato” anche i binari ferroviari, non solo della linea normale: anche la metropolitana è stata fermata per un po', per motivi precauzionali.

Colpita tutta la città, da San Polo a Fornaci

Da San Polo a Fornaci, anche le periferie non sono state risparmiate. E l'hinterland: Flero, Roncadelle. Tantissimi gli alberi abbattuti che hanno bloccato le strade. Poi cantine e case allagate. Altri capannoni scoperchiati. I pannelli fotovoltaici, le coperture dei garage. Un elenco che sembra non finire mai. 

“La macchina comunale è al lavoro per verificare gli effetti del nubifragio delle ultime ore – fa sapere il sindaco Emilio Del Bono – Fortunatamente non risulta ci siano feriti, ma molti tetti, alberi e abitazioni sono stati danneggiati, soprattutto nella zona sud-est della città. In via precauzionale, i parchi rimarranno chiusi fino alle 14 di martedì per consentire le verifiche da parte dei tecnici”. 
 

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