Sesso con ragazzini: arrestati un prete e un allenatore di calcio

I due sono finiti agli arresti domiciliari assieme ad altre 9 persone. Per loro l'accusa di rapporti a pagamento con giovani di età compresa tra i 14 e i 17 anni

I Carabinieri del Comando Provinciale di Brescia hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di 11 soggetti - tra cui un prete, un agente di polizia locale, un allenatore di squadra di calcio giovanile - indagati per prostituzione minorile continuata. L’ordinanza è stata emessa dall’Ufficio del giudice per le indagini preliminari del Tribunale ordinario di Brescia, su richiesta della locale Procura della Repubblica.

Madre e figlia sorprese
a fare sesso con un cane

L’indagine, avviata nel mese di agosto 2015 e condotta da personale della Compagnia di Brescia nonché da quello della Sezione di polizia giudiziaria, ha coinvolto le province di Brescia, Bergamo, Milano, Monza e Brianza, Parma e Pavia. Ha consentito di identificare quattro ragazzi minorenni, aventi età ricompresa tra i 16 ed i 17 anni, che, attraverso social network dedicati ad incontri online, contattavano uomini consapevoli della loro minore età, offrendo prestazioni sessuali in cambio di denaro e regalie di varia natura. Le indagini sarebbero nate dalla segnalazione di una madre di uno dei ragazzi coinvolti, insospettita dai movimenti del figlio.

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I carabinieri hanno ricostruito numerosi episodi di rapporti a pagamento consumati sia all’interno di automobili presso parcheggi di centri commerciali e di luoghi di intrattenimento, sia presso le abitazioni di alcuni degli indagati. Tra questi c’è anche il parroco di Solza (BG), don Diego Rota, finito ai domiciliari (ecco invece dove allenava l'uomo arrestato).

Con una nota, la curia ha fatto sapere che “a seguito dei provvedimenti restrittivi messi in atto nei confronti di don Rota”, ritiene “di dover nominare un amministratore parrocchiale per garantire il servizio alla comunità parrocchiale di Solza. Le gravi accuse di cui deve rispondere suscitano nel Vescovo e nella nostra comunità diocesana stupore, sgomento e profondo dolore. Desideriamo manifestare la nostra vicinanza a coloro che stanno soffrendo per questa vicenda senza dimenticare nessuno. Siamo consapevoli che situazioni di questo genere creano turbamento in molti e vogliamo con tutto il cuore che la verità e la giustizia si affermino, confidando nell’opera di coloro che sono chiamati a garantirle. Sono molti i motivi che inducono la comunità credente a una preghiera più intensa, alla quale ci disponiamo in questo momento”.

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