La Cgil in piazza a difendere salari, diritti e pensioni: “Mai sottomessi!”

Da Milano a Roma, da Torino a Genova, e poi anche Brescia. Otto ore di sciopero generale e tanti cortei in tutta Italia: la rumorosa protesta della Cgil contro la manovra correttiva. "Cambiare il Governo, e subito!"

Un corteo lungo un chilometro e mezzo quello partito questa mattina da Piazza Garibaldi, e poi via attraverso le principali direttrici della città fino ad arrivare in tarda mattinata a Corso Zanardelli, location alternativa in cui si è concluso il fiume sindacale della Cgil. Presenti tutte le sigle aderenti, dalla Funzione Pubblica alla Fiom, dal sindacato di polizia a quello dei pensionati: la marcia di protesta della Cgil Brescia si alza a gran voce contro la manovra, o meglio le manovre, previste dal Governo, proprio oggi in discussione alla Camera e al Senato. Davanti alla sua gente, ai suoi militanti e ai suoi delegati, Damiano Galletti arringa la folla, dopo un breve ma dovuto omaggio alla figura di Mino Martinazzoli: “E’ un’emozione sempre grande avervi tutti qui, a protestare contro questa maggioranza che negli ultimi tre anni non ha fatto altro che nascondere la realtà, contro questa manovra ingiusta e classista, che colpisce chi ha di meno e protegge chi ha di più”.

“L’evasione fiscale è il grande scandalo della nostra economia – prosegue il segretario della Camera del Lavoro di Brescia – a cui si aggiunge l’articolo 8 del decreto correttivo, un attacco senza precedenti ai diritti dei lavoratori, ai contratti collettivi e allo Statuto dei Lavoratori, conquiste di lotta e di fatica”. Fonti non ufficiali parlano di quasi 15mila persone (il dato sembrerebbe ora confermato intorno ai 12mila, ndr), che hanno invaso le vie della città per protestare: non sono mancati gli operai metalmeccanici (adesione superiore all’80%), gli impiegati della Provincia e degli enti locali, i sindaci (sul palco anche il sindaco di Vobarno), i pensionati, gli immigrati.

Sul palco, poco prima dell’intervento di Morena Piccinini della Cgil nazionale, i comizi di Massimo Bullè della RSU Brandt e di Chiara Zaini della Funzione Pubblica, che a fatica ha trattenuto le lacrime durante il suo accorato discorso. “Questo è uno sciopero straordinariamente riuscito – commenta la Piccinini – uno sciopero che è un’occasione per tutti perché lavoratori e pensionati sollecitano una risposta forte. La destra, la sinistra e gli altri sindacati lo hanno definito ‘irresponsabile’: niente di più assurdo! Siamo noi la parte responsabile del Paese, siamo noi il Paese onesto e sano, non saremo mai complici dei padroni, non vogliamo portare l’Italia intera allo sbando”.

C’è tempo anche per parlare del contestato articolo 8: “Il lavoro deve essere un diritto della persona, sono ancora troppi quelli che non si rendono conto della gravità di un articolo come questo, un provvedimento che fa carta straccia dei diritti del lavoro, una perfida e vigliacca vendetta storica della destra contro le lotte decennali e collettive di tutti i lavoratori. Il posto di lavoro rischia di diventare ostaggio delle imprese, e questo non vogliamo e non possiamo accettarlo. La mobilitazione non si ferma, la mobilitazione continua!”.

E infatti non finisce qui. Damiano Galletti annuncia i prossimi presidi al di fuori dei luoghi della politica bresciana: “Ci faremo sentire, ancora più forte. Abbiamo appena cominciato”.

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