Parco Gallo, la Cascina coi lucchetti: «Non possono chiuderci la bocca»

Mercoledì l'intervento del Comune per chiudere le attività (e le mura) della Cascina Parco Gallo: la cooperativa risponde con un camper itinerante, e con il prosieguo delle iniziative per "un tempo libero di qualità"

Una querelle che si trascina da un po’, e che ha preso una forma che ricorda uno sfratto esecutivo, quando mercoledì scorso il Comune di Brescia ha messo i sigilli e i lucchetti alla Cascina Parco Gallo, gestita dal 1993 dall’omonima cooperativa che da tempo invece ribadisce l’importanza di “un’esperienza di partecipazione indipendente che si è affermata a presidio attento di un territorio assolutamente dimenticato da questa amministrazione, e totalmente abbandonato al destino della più vorace speculazione edilizia”. A cui si aggiunge una sorta di emergenza sicurezza, documentata da cittadini e residenti e che ha visto la recentissima nascita del gruppo spontaneo GentePer.

Chi c’era mercoledì ha addirittura visto degli agenti in tenuta antisommossa, ora la vicenda prosegue per vie giudiziarie, TAR e Consiglio di Stato: “Ci hanno fatto (s)loggiare, ma la cosa non è definitiva – ci racconta Giancarlo Bianchetti – Ci sono varie cause in ballo a cui noi certamente non intendiamo desistere. Siamo convinti che la giustizia farà il suo corso, non vogliamo fare i garantisti come loro ma vogliamo invece far sapere alla giunta che è ancora troppo presto per pensare di essersi sbarazzati di noi”. La storia della Cascina comincia allora quasi 20 anni fa, quando la cooperativa Compagnia del Parco “ha pagato di tasca propria l’intera ristrutturazione di pregio, alla quale l’ultima perizia (richiesta dal Comune stesso) ha attribuito il valore attuale di 1,4 milioni di euro”.

Come già detto anche in estate, la Compagnia fa parte di “quell’unico caso a Brescia in cui un privato sociale, anziché bussare alla porta degli enti pubblici, ha messo mano a un rudere di proprietà pubblica pagando ogni costo, compresi gli oneri di urbanizzazione, con la prospettiva di beneficiarne per 30 anni”. Quindici più quindici, con in aggiunta “un canone annuo di circa 2400 euro corrispondente all’ICI”, e ora invece “la pretesa ingiustificata di questa giunta pasticciona di interrompere dopo solo 15 anni il contratto, senza alcun motivo”.

E ce n’è pure per Fabio Rolfi, che pure fu presidente di Circoscrizione. “A sentire le trionfalistiche dichiarazioni del vicesindaco sembra quasi che i furbi siamo noi – continua Bianchetti – ma sappiamo bene che a questa giunta non siamo mai piaciuti, e infatti non ci hanno più consentito di fare nulla, negli ultimi anni hanno provato a bloccare ogni nostra iniziativa, ogni nostra attività. Mentre dall’amministrazione solo vane promesse, spesso poi rimangiate, e senza alcun rispetto della realtà sembra che sia addirittura già scontato un nuovo bando per l’assegnazione della Cascina, agli amici di Rolfi e di Labolani come un anticipo di campagna elettorale, gli stessi amici che taroccano i dati delle mostre e che hanno approvato un PGT dalle volumetrie così eccessive che fa davvero inorridire”.

La Compagnia del Parco, oltre alle vie legali, si prepara ad un ‘viaggio’ cittadino con il nuovo camper (messo a disposizione da una cooperativa) che farà da sede itinerante, e annuncia che continueranno “i rapporti consolidati con le tante associazioni e cooperative del territorio, mettendo a frutti i risultati di anni e anni, portando in piazza il nostro impegno e il nostro lavoro”. Le attività infatti riprenderanno fin dai primi di dicembre, i burattini e la magia, la grande giornata di Santa Lucia, la cena della vigilia e pure il Capodanno, insomma presto avremo il calendario completo.

“Per quasi un ventennio Cascina Gallo è stato sinonimo di socialità, e noi continueremo imperterriti nel nostro progetto per un tempo libero di qualità. Questa la concretezza delle nostre proposte, il crescere e l’affermarsi di una galassia di realtà partecipate che continuano a costruire un riferimento, e non solo per i residenti. Questi barbari avventurieri della politica non ci intimoriscono: noi andremo avanti fino in fondo, e non chiuderemo la bocca”.

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