L'appello di Nadia, non vedente: "Costretta a fare lo slalom tra i senzatetto"

I lavori della Tav in via Corsica hanno modificato i percorsi di alcune linee di autobus, tra questi c'è il 17, mezzo che Nadia, che ha perso la vista 21 anni fa, usava per andare al lavoro. Ora è costretta a fare lo slalom tra i senzatetto che bivaccano nel sotto passo della stazione. Si è rivolta alle istituzioni, ma non ha mai ricevuto risposte

Nadia Tomasoni (fonte Facebook)

Per Nadia il bus 17 era sinonimo d'indipendenza e di autonomia. Lo usava tutti i giorni, da parecchio tempo, per spostarsi dal suo appartamento di via Sostegno al posto di lavoro, l'ufficio di via Vittorio Emanuele. Nella sua mente aveva memorizzato tutte le tappe del tragitto da fare a piedi per raggiungere la fermata dell’autobus. Una mappa mentale, che comprendeva buche da schivare, marciapiedi mal messi da evitare e strisce pedonali da attraversare. Non può affidarsi agli occhi, è cieca da 21 anni, ma può contare sull'infallibile memoria e sull'udito. 

Dal 7 giugno le modifiche apportate da Brescia Mobilità ad alcune linee per via dei cantieri Tav, tra cui appunto la 17 che è stata spezzata in due, hanno privato Nadia della consueta fermata di via Corsica, costringendola a pianificare un nuovo tragitto per raggiungere il piazzale della stazione e prendere un altro bus. La 48enne si è resa immediatamente conto delle difficoltà che avrebbe incontrato, un nuovo e più lungo percorso da memorizzare, e si era tempestivamente rivolta all'assessore comunale alla mobilità.

"Ho cercato di contattare Manzoni, ma non mi ha mai risposto né, tantomeno, richiamato - racconta Nadia -  In compenso mi hanno contattato da Brescia Mobilità e mi hanno spiegato che il cambio è stato deciso dal Comune. Mi hanno detto di avere preso in carico la mia segnalazione, ma nulla è cambiato."

Nadia non si è certo arresa davanti al silenzio e all'indifferenza delle istituzioni e ha fatto richiesta per usufruire del bus adibito al trasporto dei disabili: "Ma anche quello mi è stato negato, mi hanno detto che è riservato a chi non deambula e io posso camminare". 

L'unica soluzione è stata quella di imparare un nuovo tragitto, che comprende il sottopasso della stazione ferroviaria, dove ogni mattina si imbatte nei giacigli improvvisati dei senzatetto: "Io non ho paura, ma so che devo stare attenta: loro dormono e io li sveglio calpestandoli. Non mi è mai successo nulla e alcuni di loro sono molto gentili con me, c'è anche mi dà una mano. Certo non è comodo fare lo slalom tra le auto parcheggiate e le persone che bivaccano in stazione, soprattutto considerando tutto ciò che succede e si legge sui giornali".

Esasperata Nadia si è sfogata su Facebook, affidando ad un post nel gruppo "Sei di Brescia se.." il suo ultimo appello. Oltre a ricevere la solidarietà di molti cittadini, la 48enne ha ottenuto delle risposte, per ora solo virtuali, dal Sindaco Emilio del Bono, che ha così commentato lo sfogo di Nadia: "Letto e segnalato a Manzoni". Anche se per una volta in rete sembrano tutti d'accordo: a Nadia, come ai tanti altri non vedenti come lei, servono risposte concrete. 

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