Trapianto d’organi dopo il suicidio, in 3 muoiono di tumore: c’è l’inchiesta

L'inchiesta prima archiviata e poi riaperta: indagato per omicidio colposo un noto primario mantovano. Non avrebbe eseguito la biopsia sugli organi di un donatore: sono tre i pazienti che sarebbero poi morti

Un medico mantovano (di cui non sono state rese note le generalità) risulta indagato per omicidio colposo per la morte di tre pazienti sottoposti a trapianto, deceduti dopo circa un anno dall'operazione a causa di un tumore. Un cancro che era già presente negli organi del donatore, un bresciano che nel 2012 si era tolto la vita con un colpo di pistola, ma che non era stato rilevato dalle analisi mediche. Lo scrive Bresciaoggi.

Analisi mediche che si sarebbero dovute fare, biopsia compresa, per scongiurare un eventualità di questo tipo. Proprio per questo motivo il medico mantovano risulterebbe indagato: per non aver portato a termine la biopsia sul donatore.

Era malato al pancreas, al fegato e ai reni: gli organi che sono stati donati. I familiari del suicida avevano acconsentito all'espianto degli organi, gesto generoso dopo la morte di un loro caro. Ma il tumore che già esisteva in quegli stessi organi avrebbe portato alla morte di altre tre persone.

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