«Mano nera» anti-portoghesi, Rolfi: «Polemica ignobile e nauseante»

Per il vicesindaco Rolfi, "la polemica sulla campagna anti-portoghesi è nauseante. La Giunta non indietreggerà di un centrimetro, e la maggioranza di quelli che non pagano è straniera"

In merito alle polemiche riguardante la "Mano nera" della campagna pubblicitaria sugli autobus bresciani, nella serata di ieri è intervenuto il vicesindaco Fabio Rolfi: “Soltanto qualcuno in palese malafede può vedere razzismo in una campagna pubblicitaria come quella di cui si parla. Le sterili polemiche di questi giorni ad opera del Pd, di Sel e della Cgil, fiancheggiati da una certa stampa compiacente, sono ignobili e strumentali e in un qualunque altro Paese del mondo non sarebbero nemmeno prese in considerazione".

Per il vicesindaco, appare evidente "anche a un bambino" che l’unico intento della campagna civica è quello di scoraggiare l’utilizzo dei mezzi pubblici ai cosiddetti portoghesi: "Altro da aggiungere non c’è".

Ai "buonisti della sinistra", Rolfi ricorda però che la maggioranza di quelli che non paga il biglietto sugli autobus della Città è straniera, "piaccia o meno a certi benpensanti da salotto: percui, non siamo intenzionati a cedere di un solo centimetro".

La giunta Paroli, dunque, procederà con la campagna pubblicitaria come previsto, "non avendo tempo da perdere con polemiche faziose e nauseanti, innescate a fini puramente elettorali".

"Se i signori del Pd, di Sel e della Cgil - taglia corto il vicesindaco - non gradiscono la nostra iniziativa li inviterei a prendere altri mezzi, sono però sicuro che la maggior parte di loro  sul trasporto pubblico non abbia mai messo piede.”

Resta però un'ultima domanda. Dato che le critiche non riguardavano la nazionalità di chi non paga il biglietto ma, indipendentemente da essa, sull'opportunità di un manifesto che mette tutti "omini" bianchi e una grossa mano nera contro chi non paga, perché - avendo dichiarato che le accuse sono "faziose", ricordare subito dopo "che la maggioranza di quelli che non paga il biglietto sugli autobus è straniera?"

Questo è un dato di fatto, e non si discute. Però, le campagne governative contro l'evasione fiscale non mostrano un bianco in manette in mezzo a una folla di nordafricani. Queste campagne vengono chiamate "civiche" perché intendono rendere più civile la società in cui abitiamo, non per additare chi commette un certo tipo di reato, né tantomeno (e soprattutto) il colore della sua pelle.

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