Piazza Duomo divisa in due per Berlusconi: «Giudici contro di me, unico ostacolo alla sinistra»

Tensione in Piazza Duomo per il comizio dell'ex premier. I manifestanti arrivati per la contestazione ben più numerosi dei sostenitori azzurri: "Siete dei mafiosi, siete solo dei delinquenti". Dal palco il Cav chiede la riforma della giustizia, "i pm mi odiano", e di "tagliare le unghie" a Equitalia

Brescia città sotto assedio per l'arrivo del Cavaliere. Verso le 16.00 l'arrivo dei primi drappelli del popolo del PDL, orgogliosi nel loro marciare con bandiere e striscioni, il “Giù le mani da Berlusconi” che si ripete a voce e sui cartelli.

L’accoglienza cittadina non è comunque delle migliori: prima l’ala per così dire ‘sinistra’, all’urlo di “servi” e “mafiosi”, poi anche gente che non appare schierata, gente comune che distoglie lo sguardo dai soliti negozi per ripetere “in galera” e “siete solo delinquenti”.

Nel ‘budello’ che collega Via Bevilacqua da Via X Giornate e verso il Duomo c’era anche il banchetto del Movimento 5 Stelle, e anche qui lo scontro verbale si fa acceso. I primi ordini che arrivano al popolo del PDL sono quelli di “non rispondere alle provocazioni”, qualcuno chiaramente fa di testa sua, “siete voi che ci fregate i soldi, Grillo deve tornare in Costa Rica”.

VIDEO: "Vi spacco il giaguaro",
parole e grida dalla visita del Cav

“Delle contestazioni a noi non ce ne frega niente – ci racconta ‘al volo’ Maria Stella Gelmini, una delle special guest di giornata – Noi oggi siamo qui perché sappiamo che Brescia si merita un buon sindaco, e questo sindaco è Adriano Paroli. Vogliamo inoltre ribadire il nostro fermo appoggio a questa maggioranza: il PDL è al Governo, ma per restarci”.

Al bar intanto c’è qualcuno che già racconta la sua storia, con la spilletta del PDL al petto e il telefono in mano, mentre con l’altra rovista in borsetta, alla ricerca di un rossetto che non si trova: “I centri sociali volevano massacrarci, hanno mandato uno dei nostri all’ospedale”. Ancora tutto da verificare, le notizie che arrivano sono confuse.

Sul tema, intanto, anche l’assessore regionale Viviana Beccalossi: “Passano gli anni, ma a Brescia la musica è sempre la stessa: quando la destra o il centrodestra scendono in piazza, i centri sociali e la sinistra radicale non perdono occasione per provocare scontri e tensioni”


Ed ecco finalmente che il Cavaliere sale sul palco in una piazza divisa, davanti il popolo azzurro,   dietro - separati dalla polizia in assetto antisommossa - centinaia di agguerriti contestatori.

"Sono venuto qui in piazza per dirvi tre parole: io sono qui io sono qui e resto qui più determinato e convinto di prima. Se qualcuno pensava di spaventarmi e di intimidirmi si è sbagliato di grosso e resterà deluso", esordisce.

"Ho deciso di restare perché solo essendo al governo possiamo mettere in campo le nostre ricette per uscire dalla crisi", poi l'attacco ai giudici: "Sono imparziali, vogliono eliminarmi perché negli ultimi vent'anni sono stato l'unico ostacolo tra la sinistra e il potere". Da in fondo alla piazza grida e insulti: "Ma se ci stai governando con la sinistra, pagliaccio!".

L'ex premier non si scompone: "Non siamo in un paese civile, bisogna separare le carriere dei giudici, bisogna limitare le intercettazioni. Sono tutti matti, io non posso più telefonare tranquillamente. Ma lo sapete che il 40% delle persone sono in carcere senza nemmeno avere un processo. Queste sono tutte vite distrutte!"

E rincara la dose: "Pm accecati dall'odio contro di me: non potrete mai impedirmi di essere il leader del Popolo della Libertà finchè milioni di italiani lo vorranno!"

Infine un acceno all'umento dell'IVA e all'IMU, suo cavallo di battaglia durante la campagna elettorale: "Va eliminata per sempre. Ci siamo impegnati col governo. E poi c'é l'Iva che non deve aumentare. Vanno poi tagliate le unghie a quel mostri di Equitalia e vanno aiutate le imprese detassando le assunzioni".

Il Cavaliere scende dal palco. A metà piazza spintoni e pugni tra sostenitori e contestatori. Paroli prende parola per salutare la piazza, dietro di lui la scritta a lettere cubitali: "Il Popolo della Libertà per Paroli sindaco". "Non dovevo essere qui", dichiara, ma nessuno l'ascolta. Tanti i fischi, altro non si sente. Meno di un minuto e abbandona il palco, i big del Pdl se ne sono già andati.

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