In centinaia fuori dalla Provincia: «Contro la caccia, divertimento crudele»

Centinaia e centinaia di attivisti presenti alla manifestazione con presidio organizzata dalla LAC Lega Abolizione Caccia, proprio al di fuori della sede della Provincia di Via Milano. A Brescia e poi al Pirellone

Erano forse più di 500 i partecipanti alla manifestazione contro la caccia organizzata dalla LAC Lega Abolizione Caccia e conclusasi dopo un breve corteo partito da Via Volturno con un presidio di protesta in Via Milano 13, proprio al di fuori della sede zonale della Provincia di Brescia. Striscioni e volantini, un ‘monumento alla caccia’ fatto di carta igienica, simboliche gabbie e ripetuti sit-in, giovani e meno giovani “per difendere milioni di animali massacrati ogni anno per soddisfare il sadismo insito all’animo umano”.

Non è mancato pure il banchetto per la raccolta delle firme, obiettivo l’abolizione dei richiami vivi per gli uccelli migratori, sia in allevamento che in cattura. E la scelta di Brescia non è casuale, ci spiega Graziella Zavalloni della LAC Lombardia: “Brescia è la capitale della produzione delle armi, armi da guerra e armi leggere, Brescia è quel luogo dove la lobby dei cacciatori è più forte, riesce a fare pressione sulla politica, riesce a ottenere leggi a proprio favore sia in ambito provinciale che in Consiglio regionale”.


Si contano quasi 30mila cacciatori, regolari o meno regolari, lungo le vaste aree della Provincia bresciana. “Per questo motivo chiediamo anche un controllo più serrato, contro la deroga per la cattura degli uccelli da richiamo e migratori. Si tratta di scelte che vanno contro le leggi europee, come quella sul benessere animale, scelte che la Commissione d’Europa potrebbe giudicare non consone e che potrebbero portare ad una sanzione pecuniaria stabilita e fissata dalla Corte dei Conti. Sanzioni che secondo noi non dovranno essere pagate dai contribuenti ma solo dai Consiglieri che hanno votato e approvato leggi e deroghe scellerate”.

Intanto la nuova stagione della caccia è cominciata, e dalla LAC fanno sapere che organizzeranno diverse iniziative locali e regionali nelle aree più sensibili. Il 25 settembre è invece già confermato un nuovo presidio davanti al Pirellone, a Milano.

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