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Brescia contaminata: «Indignazione e rabbia, non ci lasceremo avvelenare!»

Un servizio di Radio Popolare rimette in discussione tutta l'area Sud Est di Brescia: il rischio contaminazione è sempre più elevato, e sembra addirittura che la giunta ne fosse già a conoscenza. L'ira dei cittadini e dei comitati

Alessandro Gatta 13 gennaio 2012
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La falda acquifera della zona Sud Est di Brescia, tra San Polo e Buffalora, con tutte le probabilità è contaminata dal Cesio 137. A sollevare un nuovo (e inquinato) polverone un servizio radiofonico di Andrea Tornago, andato in onda mercoledì sera su Radio Popolare, secondo cui i dati sulla presunta contaminazione sarebbero inequivocabili e, di male in peggio, l’amministrazione comunale ne sarebbe a conoscenza addirittura dallo scorso settembre.

Immediate le reazioni indignate da parte dei cittadini e degli abitanti della zona, prontamente raccolte da un doppio comunicato dei due comitati più attivi della zona, il CODISA e il Comitato Spontaneo Contro le Nocività. “Non si è ancora placato l’eco relativo al parere positivo del nuovo bitumificio Gaburri – si legge nella nota del CODISA – che un’altra pesante tegola si abbatte su questa parte di città gravemente malata di inquinamento. Aria irrespirabile, discariche autorizzate in serie, cave aperte con l’intento di realizzare nuove discariche, un inceneritore sovradimensionato, le fonderie, interi quartieri inquinati da Pcb e Cromo VI. E la lista potrebbe continuare”.

“La presenza del Cesio è nota da moltissimo tempo – aggiunge il Comitato Spontaneo Contro le Nocività – già nel 1998 una relazione dell’ASL segnalava il rischio di infiltrazioni radioattive a causa della presenza nelle immediate vicinanze di un pozzo collegato all’acquedotto cittadino. Nessuno tuttavia si è impegnato a trovare una soluzione al problema, né a bonificare l’area, malgrado un progetto in attesa di realizzazione sia stato presentato sin dagli anni ’90. Da allora la falda si è alzata di quattro metri, e i teli di protezione si sono lacerati permettendo all’acqua piovana di penetrare e raggiungere la falda sottostante”.

L’amministrazione Paroli deve ora assumersi le proprie responsabilità, e rendersi conto di una situazione non più accettabile. I comitati chiedono che sia fatta chiarezza e che il Comune cominci a intervenire seriamente su una delle zone più inquinate della città, del Paese e anche d’Europa. In caso contrario si fanno legittime le dichiarazioni delle associazioni: “Questa amministrazione è in grado di rappresentare tutti i cittadini.. o solo qualcuno?”.

E ancora: “Chiediamo l’immediata pubblicazione della relazione e, dato l’inqualificabile e omertoso comportamento, le pronte dimissioni di questa disastrosa giunta comunale”.
 

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Adriano Paroli
Buffalora
comitato
inquinamento

2 Commenti

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  • Avatar anonimo di Valentina

    Valentina sono valentina da due anni abito a san polo da 5 mesi ho scoperto di esserte ammalata di cancro,mi sto chiedendo se tutto l amianto che ce nella zona non centri qualcosa

    il 15 gennaio del 2012
    • Avatar anonimo di dorina

      dorina Hai ragione, i siti pericolosi li mettono sempre dove abitano i ceti popolari.

      il 15 gennaio del 2012