Una montagna di cocaina nello zaino e nel garage: ragazzino condannato a tre anni e mezzo

Aveva solo 14 anni quando è stato fermato dalla Guardia di Finanza con tre chilo nello zaino (altri 12 furono poi trovati nel garage dell'abitazione). Nei guai anche i genitori del giovane: indagati, a piede libero, nell'ambito di una maxi inchiesta sul traffico di droga

Foto d'archivio

La Guardia di Finanza, nel dicembre del 2017, lo aveva intercettato con tre chili di cocaina purissima nello zainetto che usava per andare a scuola, nel quartiere Fiumicello, a pochi passi dalla sua abitazione. In tutto i finanzieri avevano sequestrato circa 15 chilogrammi di cocaina purissima che era nella disponibilità del ragazzo di appena 14 anni: ai tre che custodiva nella cartella se aggiungono altri 12, trovati nel garage di casa. 

Da allora l'adolescente di origine albanese è recluso nel carcere minorile Beccaria di Milano e dovrà rimanerci per tre anni e mezzo: pena inflitta in primo grado e confermata in Appello, nonostante la richiesta di riduzione inoltrata dal legale dell'adolescente.

Un quantitativo ingente di cocaina che l'adolescente ha spiegato di trasportare e custodire per altre persone, senza però mai fare nomi. All'epoca si era detto che i genitori fossero completamente all'oscuro della vicenda, ma pochi mesi dopo pure loro sono finiti nei guai. La mamma e il papà del ragazzino sono infatti stati indagati, a piede libero, a margine della maxi-operazione “BoCa”, condotta dalla Guardia di Finanza e dall'Antimafia e che ha portato all'arresto di 56 persone, di cui 24 in flagranza di reato, e al sequestro di più di 130 chilogrammi di cocaina, valore commerciale (al dettaglio) di oltre 13 milioni di euro.  La coppia di albanesi, secondo gli inquirenti, si occupava di tenere la cassa dell’organizzazione che stoccava la droga nel Bresciano e di 'custodire' ingenti carichi di cocaina: per loro però niente carcere.
 

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