Il terrorista abitava di fronte alla chiesa: “Scorrerà il sangue in questa via”

Gafurr Dibrani viveva con la famiglia in una palazzina di proprietà del comune: le finestre di casa davano su una chiesa. In paese lo descrivono come un ragazzo educato e molto riservato: nessuno si sarebbe mai immaginato che fosse pronto al martirio

FIESSE. Gafurr Dibrani si diceva pronto al martirio, ma nessuno lo avrebbe mai immaginato, nemmeno, a quanto pare, i suoi  famigliari (moglie, figlio, genitori e fratelli). Tanto che, quando gli agenti della Digos di Brescia hanno fatto irruzione nella palazzina comunale di via Cadimarco, i vicini di casa hanno pensato che si trattasse di un'operazione legata allo spaccio di droga.  

"In quello stabile - racconta un'anziana che vive a poca distanza - ci sono solo famiglie di stranieri e nel piazzale di fronte gira molta droga: ci sono già state molte retate, mai avremmo pensato che si trattasse di terrorismo".

La palazzina di tre piani, che un tempo ospitava una scuola, si affaccia sulla strada provinciale. Di fronte sorge la chiesa di Santa Maria Maddalena, e fa ancora più paura a pensare al ritornello condiviso su Facebook dal 24enne: "Facciamo scorrere il nostro sangue in questa via, diamo qua la nostra anima, andiamo insieme al martirio". 

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